23enne incinta morta: parenti arrabbiati in tv

La morte di Maria Rosaria. Il marito e la mamma di Maria Rosaria Ferraioli, la 23enne all’ ottavo mese di gravidanza morta il giorno di Pasqua (domenica 25 aprile) all’ospedale «Mauro Scarlato» di Scafati in provincia di Salerno, vogliono la verità. Vogliono sapere com’ è possibile che una ragazza in piena salute, la cui gravidanza “stava andando bene, non c’era nessuno problema”, sia deceduta. I due parenti della giovane sono stati ospiti di “Mattino Cinque”: hanno parlato di Maria Rosaria e hanno chiesto che sia fatta giustizia o, quantomeno, che si sappia la verità.

La testimonianza della mamma. “Maria Rosaria era contentissima – ha raccontato – il giorno di Pasqua, in seguito a questo forte dolore alla gamba l’ho portata al pronto soccorso dove ci hanno detto che doveva essere operata per asportare questa ciste. Mia figlia era tranquilla, ha anche detto ad uno dei medici che l’avrebbe invitato al battesimo dei suoi gemelli”, ha raccontato la madre della giovane. L’intervento è “durato solo 6 minuti”, dopodiché “i medici ci hanno detto che era andato tutto bene, che doveva stare sotto osservazione e che il giorno dopo saremmo potuti tornare a casa”. La signora prosegue il suo racconto: “La notte, però, mia figlia mi disse che le girava la testa e che le faceva male – aggiunge – ho chiamato i medici che l’hanno portata via d’urgenza. Da allora non l’ho vista più. Non è venuto nessun medico a dirmi niente, solo un’ infermiera che mi disse che aveva avuto un arresto cardiaco. Maria Rosaria è stata un’ora in sala rianimazione. Non mi hanno detto nulla neanche dei gemelli. Ho fiducia nella magistratura”.

Le parole del marito. Parla anche il marito della 23enne: “Voglio sapere come è morta mia moglie, perchè era una ragazza che stava bene, non aveva problemi. È impossibile che sia morta per una banalità del genere. Aveva fatto tutte le visite nel corso della gravidanza, anche tracciati cardiologici, era tutto perfetto, non aveva problemi – continua – l’ho fatta controllare anche per quella ciste. Il dottore disse di mettere una pomata, di aspettare fino al martedì successivo per far sì che facesse effetto la crema ma, in seguito al continuo dolore e sotto indicazione del medico, l’abbiamo portata al pronto soccorso e non l’ho più vista”.

Angela Liuzzi