La Lega fa tremare il governo: Silvio la smetta di prenderci in giro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:56

Roma – Telefonata tra Berlusconi e Bossi dopo il vertice Italo – Francese.
Il premier rassicura: “Umberto fa così per prendere voti“. Ma sui raid contro Gheddafi è contro anche l’ala cattolica del Pdl. E in serata anche l’amarezza di Tremonti.

Berlusconi e Bossi – Già ieri mattina una prima telefonata tra i due leader della maggioranza, prima che iniziasse il vertice italo-francese. Bossi ha espresso il suo disappunto ma Berlusconi ha rassicurato tutti: “Tranquilli, tra stasera e domani ci riparlo, cercherò di spiegargli bene la cosa. Umberto fa così per prendere voti, ma capirà“.
Sul vertice con tra Berlusconi e Sarkozy c’è molta amarezza in casa Lega, non solo c’è solo la questione della Libia e che critiche alla “totale sudditanza” di Berlusconi a Sarkozy, ma c’è anche sul dossier Lactalis-Parmalat, sull’energia, sull’immigrazione.
La Lega quindi si aspetta un chiarimento prima possibile dal premier.
Anche perché le amministrative sono vicine la questione  bombardamenti può provocare forti malumori sia nel popolo del Pdl che in quello leghista.
Ma l’unica occasione per alzare la voce sarà il Consiglio dei Ministri, perché probabilmente non si arriverà a un nuovo voto del Parlamento sulla missione.
Frattini ha fatto presente al premier che le mozioni approvate un mese fa dal Senato e dalla Camera già contemplavano l’uso di “tutti i mezzi necessari” per adempiere alla risoluzione dell’Onu.

Tremonti – Il Ministro dell’economia non ha visto di buon occhio il vertice con Sarkozy in cui Berlusconi ha fatto fuori in poco tempo la sua preoccupazione sulle scalate francesi alle imprese italiane.
Il cavaliere si è mostrato pronto a riconoscere le ragioni del “libero mercato“, accettando la teoria francese dei grandi gruppi franco-italiani.
Il decreto voluto da Tremonti, che fissa le regole per individuare le società di interesse nazionale, oggetto di possibile partecipazione da parte della Cassa depositi e prestiti, deve essere ancora approvato dalla Camera ma rischia ormai di arrivare troppo tardi.
Così ora Tremonti medita la sua vendetta, in accordo con la Lega. Il decreto sul rifinanziamento delle missioni all’estero scade infatti a giugno e bisognerà trovare le risorse per coprire i costi aggiuntivi della guerra in Libia. Come? “Berlusconi sarà costretto ad aumentare le tasse sulla benzina“. 

Matteo Oliviero