Libia, Bossi contro Berlusconi: Siamo colonia francese

Braccio di ferro Lega-Berlusconi. L’ipotesi di un maggiore coinvolgimento italiano nel conflitto libico e la possibilità che i caccia tricolore bombardino obiettivi militari, come annunciato ieri alla fine del summit italo-francese a villa Madama, fa divampare il fuoco della polemica all’interno della maggioranza. Ed è la Lega ad usare i toni più duri nei confronti della scelta adottata dal premier Silvio Berlusconi. “Siamo diventati una colonia francese“, ha tuonato il leader del Carroccio, Umberto Bossi, facendo eco al secco no espresso già da Roberto Calderoli. “Non si conta dicendo sempre di sì”, ha dichiarato il Senatur al quotidiano leghista ‘la Padania’ che questa mattina ha aperto la prima pagina con un assai polemico “Berlusconi si inginocchia alla Francia“. Le conseguenze dell’attacco italiano saranno “gravissime”, avverte il numero uno della Lega Nord, e “saremo invasi dai profughi”.

La reazione del premier. La dura presa di posizione dei leghisti non è piaciuta a Berlusconi, che con i suoi si sarebbe sfogato spiegando che la posizione di Bossi serve “solo a prendere voti”. Nel corso del summit italo-francese di ieri, Berlusconi ha precisato che l’Italia attuerà in Libia “una maggiore flessibilità operativa“, “chiesta dagli americani”, e ha chiarito che “non si tratta di bombardamenti indiscriminati ma di operazioni mirate su obiettivi militari”. Una decisione sulla quale non sarà richiesto il voto del parlamento, sebbene Idv e Pd abbiano già affilato le armi preparando mozioni ad hoc da votare in aula per tentare di spaccare la maggioranza.