Libia, Camera: Parlano Frattini e La Russa ma non convincono la Lega

Roma –Audizione del ministro della Difesa e di quello degli Esteri: “Non potevamo non intervenire. Otto aerei pronti alla missione“. Reguzzoni: “Non siamo contro il governo“. Ma Maroni attacca: “Decisione sbagliata“. E il Pd ironizza: “Il Carroccio cala le braghe“.

Camera – Audizione alla Camera di Frattini e La Russa.
Colpiamo con singole azioni aeree mirate i carri armati di Gheddafi oppure lasciamo consapevolmente e volontariamente uccidere civili a centinaia, se non migliaia Per questo non possiamo tirarci indietro, dobbiamo andare fino in fondo“, dice Frattini difendendo la scelta dell’esecutivo.
La Russa annuncia che “velivoli e equipaggi italiani sono già pronti e al termine di questa informativa saranno messi a disposizione della Nato per essere impiegati.
4 tornado avranno in dotazione non solo armamento per colpire i radar di terra ma anche razzi e missili per colpire possibili obiettivi militari a terra. Interventi chirurgici“, li definisce.
La Russa chiude ricordando che “non c’è stata nessuna modifica di parere su Gheddafi ma un mutamento di posizione perché sono mutate le condizioni, così come hanno fatto Usa e Germania quando il rais ha colpito e bombardato la sua stessa popolazione“.

La posizione della Lega – Dopo le parole di Reguzzoni che scongiuravano una crisi di governo ammorbidendo la posizione della Lega contraria ai bombardamenti la discussione va avanti: “Non c’è nessuna retromarcia, la Lega resta della sua posizione, ogni bomba che cade è una valanga di profughi che arriva in Italia, ma Napolitano ha già detto che la risoluzione comprende già questa evoluzione in Libia, e quindi il parere delle Camere non serve“.
Poco dopo il ministro dell’Interno Roberto Maroni torna a far salire la tensione: “Decisione sbagliata, la linea sulla Libia è e rimane quella dettata da Umberto Bossi sulla Padania, il resto sono variazioni sul tema“.
Non riusciamo a capire perchè una decisione così, che era già stata contrastata da lui in Consiglio dei ministri, sia stata presa senza consultare nessuno. Non siamo qui solo a spingere bottoni“.
Poi l’avvertimento al premier: “Il governo è in pericolo se non fa, se si limita a fare cose contrarie al sentire comune, alle nostre valutazioni, e non fa quello che deve fare: questo è l’unico pericolo che corre il governo“.

Matteo Oliviero