Treviso, il sindaco Gobbo: Multerei baci tra omosessuali, offendono il decoro pubblico

Quando la rivoluzione sessuale esplose negli Stati Uniti, a cavallo tra anni sessanta e settanta dello scorso secolo, Gian Paolo Gobbo, allora ventenne della provincia veneta, probabilmente aveva altro da fare. Lui, nato il giorno del pesce d’aprile, l’amore pare averlo inteso sempre in maniera tradizionale.
Gobbo, che della sua Treviso è diventato addirittura primo cittadino, è riuscito a salvarsi in extremis dall’accusa di banda armata per la vicenda delle camicie verdi che nel 1996 diedero vita alla Guardia Nazionale Padana, una sorta di formazione paramilitare che avrebbe dovuto contribuire a conquistare la tanto agognata secessione.

Leggina ad Legam – Quella banda vestita di verde comprendeva buontemponi del calibro di Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli: insomma, tutta gente che oggi siede agiata in Parlamento. Al primo hanno dato la responsabilità di occuparsi delle riforme, al secondo nientepopodimeno che il ministero degli Interni, al terzo la possibilità di dare fuoco a un po’ di scartoffie in nome della semplificazione normativa. Anche se probabilmente è solo un modo per sublimare un inconscia pulsione piromane.
Il sindaco di Treviso era tra quelli che con il tricolore avrebbero preferito fare ben altro che farlo sventolare. Ma fortunatamente per lui, è giunto il decreto legge del 15.3.2010 n. 66 sul “Codice dell’Ordinamento militare” che con una nota a pagina 770 ha abrogato le precedenti disposizioni previste dal decreto 14.2.1948 n.43 che recitava: “Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici, è punito con la reclusione da uno a dieci anni”.
Con infinita riconoscenza al presidente Silvio Berlusconi.

Baci salati – Messo da parte lo spettro di un futuro dietro le sbarre, il sempreverde stricto sensu e lato sensu Gian Paolo Gobbo si è fatto notare ieri per un intervento ai microfoni di Radio24, nel corso del programma La Zanzara, circa l’omosessualità.
Il sindaco di Treviso, commentando un manifesto pubblicitario dove vengono raffigurati due uomini che si tengono per mano, pare non aver provato vergogna nel dichiarare: “Il problema non è quello dei manifesti dell’Ikea, non è fine a se stesso: il problema è quando c’è l’esasperazione e ci si mette nelle piazze e nei giardinetti: si tratta di decoro pubblico. Io multerei due uomini che si baciano in un parco della mia città. Certe cose si facciano in situazioni private”.

Fiori libici – Nonostante le tecniche di guerra si siano evolute nel corso degli ultimi cinquant’anni ancor più velocemente di quanto non abbiano fatto i costumi sessuali e la tolleranza di chi, convinto che il mondo sia dipinto a tinte manichee, grida allo scandalo davanti al primo comportamento che si discosti dalla dittatura della maggioranza, un consiglio verrebbe da darlo a Gobbo: piuttosto che punire chi attacca il decoro dei benpensanti baciandosi pubblicamente, si preoccupi degli attacchi che il Governo da lui sostenuto attuerà nelle prossime ore contro i territori libici.
Vada a raccogliere quanti più fiori riesce a trovare e li metta nei cannoni dei Tornado imbarcati sulla portaerei Garibaldi. Lo faccia, anche se la Treviso di oggi è così distante dagli Stati Uniti di una volta.

Simone Olivelli