Antonio Merloni, Cgil: Situazione sempre più drammatica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:49

Si è svolto ieri, mercoledì 27 aprile, presso il ministero delle Attività Produttive, un incontro sulla vertenza Merloni, nel corso del quale i commissari che gestiscono l’azienda hanno illustrato ai sindacati una situazione drammatica, che prevede (nella migliore delle ipotesi) il riassorbimento di sole 400 unità lavorative, pari a meno del 20% dell’attuale forza lavoro.

Nuovo percorso e mobilitazione. Secondo una nota congiunta della Cgil nazionale, umbra e marchigiana, è necessario intraprendere una nuova strada, visto che fino ad ora non si è giunti ad una risposta positiva. La nuova strategia dovrà essere basata, in primo luogo, “sul mantenimento dei livelli occupazionali nella realtà umbro-marchigiana”, che conta circa 2400 unità. Per il sindacato risulta, inoltre, di assoluta importanza “proseguire nella valutazione delle proposte indicate, affiancando però alla valutazione dei piani industriali il dispiegamento delle risorse messe a disposizione dall’accordo di programma, al fine anche di favorire nuove manifestazioni di interesse, in grado di dare una risposta complessiva alle esigenze dei territori coinvolti”. La Cgil definisce quella della società attiva nel settore degli elettrodomestici “una delle più grandi vertenze del Centro Italia e del Paese”. Per questo motivo, dallo stesso sindacato, si ritiene, altresì, fondamentale “innalzare il livello di mobilitazione delle comunità marchigiane e umbre, chiedendo al contempo al Governo nazionale e alle Regioni Umbria e Marche di proseguire il confronto”, per arrivare a risposte certe e reali.

E la Otto Italia? Alla vigilia dell’incontro di ieri, il Comitato dei Lavoratori dello Stabilimento Merloni di Colle di Nocera Umbra aveva già espresso alcune perplessità sull’ipotesi di puntare tutto su un’unica possibilità, ossia quella del gruppo iraniano della Mmd, che, come aveva ricordato la nota firmata dal portavoce Gianluca Tofi, pur essendo depositaria dell’unica proposta pervenuta ai commissari comprensiva di cauzione e riguardante l’intero perimetro, presenta una capacità di riassorbimento dell’attuale forza lavorativa non soddisfacente. Secondo il Comitato, dunque, “dopo oltre due anni e mezzo di estenuanti e continue illusioni”, sarebbe meglio mantenere viva anche la seconda grande proposta globale, quella della Otto Italia, società che assieme alla Nanchang Zerowatt dovrebbe costituire la G8. Proprio il vice-presidente della suddetta società, Zhou Yue, nei giorni scorsi aveva dichiarato, in una lettera inviata ai Commissari, la chiara volontà di restare ancora in gioco. “Non abbiamo alcun problema a reperire fondi o finanziamenti – aveva spiegato Zhou Yue – ma, essendo una società pubblica, ci serve più tempo per superare i vincoli burocratici. Tutto deve essere autorizzato”. Il vicepresidente di Otto Italia, società che cura gli interessi delle aziende cinesi nel nostro Paese, era apparso, quindi, tranquillo. “Tra oggi e lunedì – aveva aggiunto – dovremmo ricevere la risposta dei commissari alla nostra lettera. Contiamo di ottenere tutte le autorizzazioni entro il 27 aprile o al massimo per la prima settimana di maggio, quando rientrerò in Italia”.

Mauro Sedda

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