Calcio argentino: Maradona verso il ritorno in panchina. Lo cerca il San Lorenzo

Calcio argentino, Maradona. Il lungo esilio dalla panchina di Diego Armando Maradona, iniziato il 3 luglio dell’anno passato dopo la sconfitta ai mondiali contro la Germania, starebbe per terminare. L’ex-Pibe de Oro potrebbe sedersi sulla panchina del San Lorenzo de Almagro, la formazione argentina del quartiere Boedo di Buenos Aires, una delle cinque grandi squadre del paese sudamericano. Il presidente del club Carlos Abdo è infatti alla ricerca di un allenatore che sostituisca il dimissionario Ramon Angel Diaz, e l’ex-ct della nazionale argentina sarebbe uno dei tanti coach contattati in queste ultime ore dai Gauchos de Boedo per sostituire l’ex-giocatore di Inter, Fiorentina e Napoli.

Abdo: “Parleremo presto con Diego” – Il San Lorenzo occupa attualmente l’11° posto del torneo di clausura del Campionato argentino, e nell’ultimo turno ha subito anche una sconfitta sul campo del Tigre. Questa situazione ha spinto Diaz a dare le dimissioni, ed il presidente Abdo a chiamare alcuni tecnici liberi, per affidar loro la gestione tecnica del club. Oltre a Basile, Gallego e Bielsa, il patron del San Lorenzo ha contattato Maradona, che si sarebbe mostrato interessato. “Vogliamo un allenatore con cui lavorare a lungo, e Maradona è uno di questi. Abbiamo un contatto con persone del suo entourage: parleremo con lui nei prossimi giorni“.

Per Diego sarebbe terza esperienza in patria – Se le due parti dovessero trovare un accordo, Diego ritornerebbe ad allenare dopo la sfortunata ma intensa esperienza da Ct dell’Argentina, che si è conclusa il 3 luglio dello scorso anno con il 4 a 0 subito contro la Germania nei quarti di finale di Sudafrica 2010. Diego Armando Maradona non ha solo guidato la nazionale argentina nella sua breve carriera da allenatore: l’ex-Pibe de Oro ha infatti allenato nel 1994 il Deportivo Textil Mandiyù per 12 gare, ed il Racing de Avallaneda nel 1995 (11 partite), dove ha però collezionato due esoneri e tantissime magre figure.

Simone Lo Iacono