D’Alema: Berlusconi si può battere

Berlusconi paga un drammatico deficit di prestigio internazionale e galleggia tra furbizie e prepotenze in una logica di pura sopravvivenza”. E’ questa l’impietosa analisi che questa mattina Massimo D’Alema ha consegnato a La Repubblica per bacchettare la politica esterna perseguita da Silvio Berlusconi. Un giudizio che ha fatto il paio con quello che il numero uno del Copasir ha notato anche in riferimento agli affari interni: “il Pdl si regge su un patto fideistico – ha tagliato corto D’Alema – nel quale ciascuno si sente vincolato al premier da un rapporto di fedeltà acritico”. L’unica soluzione a questo “pantano” va rintracciata nelle prossime elezioni amministrative: “Non faccio pronostici – ha scaramanticamente detto il dirigente del Pd – ma mai come adesso Berlusconi appare in difficoltà“.

Un premier alla frutta – A sentir parlare Massimo D’Alema, i tempi per mandare in soffitta il berlusconismo potrebbero essere maturi. “Nella maggioranza – ha detto oggi a La Repubblica – c’è uno stato di confusione imbarazzante. Il discredito del nostro premier non ha precedenti: Berlusconi paga un drammatico deficit di prestigio internazionale e galleggia tra furbizie e prepotenze in una logica di pura sopravvivenza”. Non solo: “La verità è che questo centrodestra naviga a vista – ha insistito il presidente del Copasir – L’unica bussola sono gli interessi personali di Berlusconi: i processi, gli affari, le donne. Al di fuori di questo, c’è il nulla”.

Una maggioranza stregata – Una situazione al limite del collasso: “La Lega – ha notato ancora D’Alema – ormai è un partito addomesticato, non più ‘libero e selvaggio’ com’era alcuni anni fa. Anche sulla Libia, al di là dei mal di pancia pre-elettorali, Bossi non romperà. E quanto agli altri, il Pdl – ha aggiunto l’ex ministro degli Esteri – si regge su un patto fideistico, nel quale ciascuno si sente vincolato al premier da un rapporto di fedeltà, a-critico e quasi a-politico”.

La speranza delle elezioni – Come uscire allora da questo preoccupante cul de sac? “L’unica leva che può scardinare questo disastroso equilibrio – ha affermato D’alema – sono le elezioni amministrative, e poi i referendum. Sono convinto che anche nell’elettorato il governo rappresenti ormai una minoranza sbandata. Si tratta solo di aspettare che lo certifichino le urne, il 15 e 16 maggio”. Salvo poi precisare: “Io non faccio pronostici, ma mai come oggi Berlusconi è in clamorosa difficoltà e si può battere. Anche per l’impresentabilità dei suoi candidati – ha precisato il numero uno del Copasir – e il fallimento delle sue amministrazioni locali”.

Maria Saporito