Emergenza rifiuti, l’Umbria come Napoli?

Motivi diversi stanno determinando un unico risultato, ovvero il non ampliamento delle discariche di Borgo Giglione (PG), Belladanza (PG) e Le Crete, a ridosso di Orvieto (TR), così come previste dal Piano Regionale dello Smaltimento dei Rifiuti. E’ quanto si legge in una nota della Fp Cgil di Perugia. La raccolta differenziata stenta a decollare per motivi culturali, economici (necessari ulteriori investimenti) e strategici (assenza di filiere produttive a partire dal materiale differenziato insufficientemente riutilizzato). Per non parlare poi del forte ritardo nella determinazione dei tempi e dei luoghi della chiusura del ciclo dei rifiuti con un impianto di smaltimento per i non differenziati (termovalorizzatore o altro, comunque sotto il controllo del pubblico). Di tutto ciò si è discusso lo scorso 21 aprile in occasione del Coordinamento Provinciale del comparto di Igiene Ambientale. Stando così le cose, è stato riconosciuto nel corso dell’incontro, è ormai prossima l’emergenza rifiuti che interesserà la Regione dell’Umbria.

Necessarie soluzioni. I sindacati ritengono concluso il tempo di “sterili discussioni fini a se stesse”. Proprio per questo motivo Istituzioni, mondo dell’associazionismo, parti sociali ed imprenditoriali sono, dunque, chiamate a contribuire responsabilmente con “proposte concrete e praticabili nel breve periodo” per scongiurare un’emergenza da tempo annunciata e altrimenti inevitabile. Il tutto ricadrebbe sulle spalle dei lavoratori del settore e dell’intera cittadinanza, a vantaggio di pochi beneficiari che, in nome del bene comune, farebbero “lauti e facili profitti”.

Mauro Sedda