F1, un 2011 in salita per Ferrari. Ecco perchè

F1, Ferrari in crisi – Adesso che il mondiale di F1 si è preso una piccola pausa in attesa del Gp della Turchia, si può analizzare con maggiore accuratezza tutti i dati e le novità proveniente da questa stagione 2011. I nuovi regolamenti (in primis Pirelli e DRS) hanno certamente ridato spettacolo alle gare, facilitando i sorpassi e rendendo la situazione molto meno prevedibile e scontata. Red Bull poi si è confermata la vettura migliore ma la Mclaren resiste con coraggio e tenacia, il tutto mentre la Ferrari arranca clamorosamente perdendo sempre più terreno in classifica. Una cocente delusione dopo gli ottimi test invernali, racchiusa in due fattori di importanza vitale.

Mancanza di idee – Il primo punto è sicuramente anche quello più grave. Per la maggior parte degli anni duemila, il cavallino rampante stupiva per innovazione ed equilibrio della vettura. Una perfetta miscela che ora non c’è più e non si riesce a sostituire. E’ dal 2008 infatti che la squadra italiana non presenta in pista innovazioni davvero insolite in grado di spiazzare la concorrenza, bensì non si fa altro che copiare tutte le idee firmate da altri. Doppio diffusore, scarichi bassi, F-Duct, ala flessibili, geniali accorgimenti perfetti per limare il tempo sul giro ma mai scoperti prima dagli uomini in rosso. Una crisi di creatività che bisogna far terminare assolutamente in tempi brevi.

Difficoltà con regolamenti – Altro punto è la mancanza di dimestichezza con il regolamento in vigore scritto dalla FIA. Mentre i Top Team studiano e trovano zone d’ombra ove lavorare, Ferrari si limita a rispettare per filo e per segno quanto scritto, sottovalutando in certi casi i cambiamenti che comportano nuove regole o sistemi. L’esempio lampante lo troviamo proprio quest’anno, ove la 150° Italia è l’unica monoposto a non essere più veloce della sua predecessora, mentre sia la Red Bull che anche la Mercedes hanno guadagnato ben sei decimi sul giro nonostante l’abbandono del diffusore a più profili. Se poi si aggiunge la mancanza di test ed una galleria del vento sballata nei dati ecco che si capisce il perchè di tutte queste difficoltà incontrate nelle prime tre gare. Fortunatamente c’è ancora tutto il tempo per recuperare, ma non sono più ammessi errori di nessun tipo, pena il dover dire addio al progetto attuale e concentrare anima e corpo sul 2012. Sarebbe una sconfitta totale per un team che puntava a vincere, da subito per giunta.

Riccardo Cangini