Firenze: ricerche al georadar per i resti della vera Monna Lisa

Sono già partite le ricerche degli studiosi sui resti di Monna Lisa Gherardini, la donna ritratta da Leonardo da Vinci proprio a Sant’Orsola (secondo le biografie di Giorgio Vasari, lo storico dell’arte toscano del XVI secolo) e che permetteranno di paragonare il volto della donna al celebre ritratto dell’artista custodito al museo del Louvre.

Lo storico dell’arte Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali, ha dichiarato a Reuters: “Siamo convinti che lì ci siano i resti della Gioconda. Stabilito che si tratta di Monna Lisa Gherardini, partendo dal teschio potremo ricostruire il viso e confrontarlo con la Gioconda così come la ritrasse Leonardo”.

I resti di Monna Lisa Gherardini verranno spediti a Ravenna, dove si trova il dipartimento di conservazione dei beni culturali dell’università di Bologna. “Il Georadar – ha aggiunto Vinceti – permette di scendere in profondità per tre o quatto metri, lavora con antenne di alta frequenza e traduce ciò che trova in composizioni di colori e forme. Esamineremo circa 900 metri quadrati, composti da due chiostri e una chiesa, poi il 9 maggio cominceremo gli scavi che dureranno circa un paio di settimane”.

Le ricerche avranno luogo nell’antico convento di Sant’Orsola in quanto un documento scoperto nel 2007 dallo studioso Giuseppe Pallanti nell’archivio delle Basilica di San Lorenzo, nelle vicinanze dal convento, spiega che lì potrebbero trovarsi i resti di Lisa Gherardini. Si cita infatti nel registro parrocchiale: “Donna fu di Francesco del Giocondo. Morì addì 15 di luglio 1542, sotterrossi in S.Orsola tolse tutto il capitolo”.

Le osservazioni verranno condotte nella fase iniziale con un georadar che scandaglierà per tre giorni i sotterranei dell’antico convento: “Qui verranno svolti gli esami con il carbonio 14 e un’analisi istologica per accertare l’età dei resti, l’esame dei metalli pesanti per verificare la presenza di eventuali malattie e, infine, l’esame del Dna”, ha aggiunto Vinceti.

Martina Guastella