Michael Douglas: Mia moglie ha sofferto in silenzio, poi è crollata

Michael Douglas e Catherine Zeta-Jones.  Un rapporto che sembra poter superare tutto, compresi il cancro e la depressione. Dopo 18 mesi di lotta contro il tumore alla gola, tra chemio e radioterapie, i medici dichiarano l’attore guarito dalla terribile patologia. Per tutto questo tempo, a sentire lo stesso Douglas, dalla moglie non traspare praticamente nulla. Lei è come al solito, una combattente nata, gli sta vicino, soffre in silenzio, forse anche a causa delle sue origini  gallesi, spiega l’attore. “quando sono guarito probabilmente è riuscita a rilassarsi”, ha detto Douglas da Oprah Winfrey ed infatti la Jones è stata recentemente ricoverata in clinica, a causa di problemi legati alla depressione.  Un disturbo bipolare di tipo due, secondo i medici,  ha colpito la bella attrice alla fine del calvario del marito. Ora comunque, dopo pochi giorni di ricovero sembra stare già molto meglio ed anzi sarebbe già intenta a girare un nuovo film.

Il cancro gli ha cambiato la vita. Michael è un duro come pochi, al cinema  spesso interpreta il ruolo del cattivo di turno (anche stando dalla parte della legge), mai una performance poco convincente. “Il cancro mi ha cambiato la vita – ha spiegato ancora allo show condotto da una delle donne più famose d’America – la vicinanza dei miei amici mi ha commosso ed ora sono io a sentirmi molto più vicino a loro rispetto a prima, credo di essere diventato un uomo diverso.”  Catherine Zeta-Jones è stata quella che oltre a lui ha dovuto proteggere i due figli piccoli di otto e dieci anni, rimanendo vittima di uno stress familiare spesso indicato dai medici come dannoso e troppo trascurato. In sostanza, per dirla in termini economici, una sorta di “lotta tra proprietari di risorse scarse” in cui vince (accentrando il peso della situazione su se stesso), se ce la fa, chi ne ha qualcuna in più, ma solo per la necessità di sostenere il più debole e con il rischio di ripercussioni future, soprattutto nel breve periodo.

A.S.