Psoriasi: perdere peso rende più efficaci le terapie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:08

Psoriasi. La psoriasi è una delle più comuni forme croniche di malattia della pelle nel mondo. In Italia ne soffrono circa 3 milioni di persone ed è una patologia che si manifesta principalmente sulla pelle ma può coinvolgere anche le articolazioni e il sistema cardiovascolare. La malattia non provoca solo un disagio fisico, ma ha un grande impatto sulle relazioni con gli altri perché coloro che ne soffrono non riescono a relazionarsi liberamente con le altre persone.

Psoriasi e obesità. La psoriasi è associata a numerose patologie e tra queste l’obesità. Una quota di pazienti che oscilla dal 13% al 34% infatti è sovrappeso oppure obesa e da uno studio emerge che se i pazienti riescono a perdere almeno il 10% del peso diventano più sensibili alla terapia con ciclosporina. E’ il risultato dello studio della Clinica Dermatologica dell’Università di Verona, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e che verrà presentato nel corso dell’86° Congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST) che si svolgerà a Verona dal 18 al 21 maggio. <<La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che interessa il 2-3% della popolazione, ovvero quasi due milioni di persone in Italia – ha spiegato Gino Andrea Peserico, presidente SIDEMAST. Colpisce tutte le età ma spesso esordisce entro i primi trent’anni di vita, con ovvie notevoli ripercussioni sociali e relazionali. La forma più comune è la psoriasi cronica in placche, che si presenta con lesioni arrossate, coperte di squame biancastre facilmente sfaldabili, persistenti e localizzate con maggiore frequenza su gomiti, ginocchia, schiena e cuoio capelluto, ma talvolta su vaste aree del corpo>>. Il Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Verona e presidente del congresso, Giampiero Girolomoni ha dichiarato <<L’obesità è un fattore di rischio per la comparsa della psoriasi e rende la malattia meno sensibile alle cure. Pertanto, nell’approccio al paziente è fondamentale una gestione globale, che tenga conto non solo degli aspetti cutanei ma anche della presenza di artrite e del profilo di rischio cardiovascolare. Non solo – continua Girolomoni – la psoriasi è associata anche alla sindrome metabolica, mentre, nei casi severi, ad aumentato rischio cardiovascolare. Secondo diversi studi, la malattia è inoltre un fattore di rischio per infarto del miocardio specialmente nei pazienti giovani. Circa un terzo dei malati, poi, soffre di artrite psoriasica, una patologia che se non riconosciuta e trattata può diventare invalidante. Per quanto riguarda il fattore peso – conclude Girolomoni – sono in corso ricerche, per verificare se il dimagrimento mantiene la remissione della malattia anche in assenza di farmaci. Nella gestione del paziente è fondamentale quindi che ci sia un buon dialogo con il medico per rafforzare il rapporto di fiducia e costruire assieme il precorso terapeutico>>.

Daniela Ciranni

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