Scomparso Sguanci, lo scultore delle grandi opere di legno

Loreno Sguanci, artista famoso per le sue sculture in legno di notevoli dimensioni, (la serie ‘Grandi Tavole dei Segni‘, tra tutte) è morto la notte scorsa nell’ospedale di Pesaro in cui era ricoverato, all’età di 80 anni.

Nato a Firenze ne 1931, Sguanci si diplomò in scultura, grazie alla preziosa guida di Bruno Innocenti, all’istituto d’Arte di Porta Romana. Successivamente divenne insegnante di discipline plastiche a Pesaro nell’Istituto D’arte della città. Divenne anche assessore alla Cultura del Comune di Pesaro nel 1996 e direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria fino al 2000.

Rappresentante del nostro Paese all’estero, accantonata la formazione figuativa d’inizio, Sguanci espose le sue sculture nei più prestigiosi musei d’Europa e del mondo (Amburgo, Monaco di Baviera, Copenaghen, Tripoli, Chicago, Budapest, Buenos Aires, Tokyo, Johannesburg, Citta’ del Messico e Caracas) esplorando sempre nuovi materiali, nuovi linguaggi e forme d’espressione.

Negli ultimi anni Cinquanta si intensi?carono i suoi rapporti con la critica, fino a quando nel 1962 Gaspero Del Corso organizzò alla Galleria L’Obelisco la prima mostra personale di Loreno Sguanci. L’anno successivo lo scultore fu invitato alla Biennale dei Giovani a Parigi e nel 1965 partecipò alla Quadriennale d’Arte di Roma: qui portò sculture di legno e rame, ovviamente di grandi dimensioni come nel suo stile, che riprendevano delle forme organicistiche.

Dopo gli anni Settanta trascorsi in giro per vari paesi d’Europa, l’artista tornò nella sua cittadina natale, Pesaro, con una rinnovata grinta studiò il segno e le sue molteplici valenze gra?che interpretate come elementi essenziali per dar corpo al complesso rapporto logico-emozionale tra presente e memoria: un esempio ne è la “Porta a mare” di Pesaro, che rappresenta una nuova ridefinizione dello spazio pubblico.

Opere in Azobè, un legno durissimo, sono state composte durante gli anni Ottanta e Novanta: le “Grandi Tavole dei Segni” ad esempio, e la “Croce” in legno di abete colorato di rosso, una celebre opera dell’artista che si può ammirare ancora davanti alla chiesa di Santa Croce a Pesaro.

Martina Guastella