Bossi: Non voglio far cadere il governo

Nel giorno in cui i Tornado italiani hanno inaugurato la fase 2 della partecipazione alla guerra in Libia (procedendo con i bombardamenti) e in cui il ministro leghista, Roberto Calderoli, ha rimarcato la propria disapprovazione con un laconico “Di male in peggio“, il leader del Carroccio, Umberto Bossi, ha rotto il silenzio sulla spinosissima questione. “Non voglio certo far cadere il governo – ha scandito ieri il Senatur durante un intervento a Domodossola – ma con le bombe aumenteranno gli immigrati“. Una rassicurazione a metà, parzialmente smentita dalla dichiarazione di un altro leghista doc, Roberto Castelli, che nella serata di ieri ha causticamente osservato: “Il governo sta sbandando“.

Il Senatur rassicura sulla tenuta del governo –  Umberto Bossi, leader indiscusso della Lega Nord, è tornato ieri sull’argomento più caldo dell’agenda politica italiana, rinforzando il suo scetticismo per la decisione ufficializzata dal nostro governo di procedere con i raid aerei nel Paese del Colonnello Gheddafi. “Non voglio certo far saltare il governo – ha chiarito il ministro per le Riforme durante un comizio a Domodossola – ma Berlusconi è rimasto scombussolato da Sarkozy. Secondo me, con gli aerei non vinci. Gheddafi ha un sacco di armi nascoste nel deserto – ha argomentato la guida delle camicie verdi – e un sacco di oro per pagare i soldati. Io sono contrario ai bombardamenti: se butti bombe e missili gli immigrati aumentano. Non  vorrei che, quando sarà finita – ha osservato ancora Umberto Bossi –  ci toccherà anche pagare i danni di guerra”.

I “niet” di Calderoli e Castelli – E se il numero uno del Carroccio ha ieri rimarcato la sua reticenza sui bombardamenti, rassicurando però sulla tenuta dell’esecutivo, meno distensive sono state le posizioni ribadite da altri due leghisti di punta. Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, alla notizia che ieri i Tornado italiani hanno sganciato le prime bombe sulla Libia ha laconicamente commentato: “Di male in peggio“, mentre il viceministro Roberto Castelli si è concesso un’analisi più ariosa (e per certi versi velenosa): “Il governo sta sbandando – ha tagliato corto –  ma la Lega è lì, fissa. Essere fedeli non significa essere ciechi, non avere le proprie idee e non tenere ai propri ideali”. Un’osservazione che suona quasi come una minaccia.

Maria Saporito