Eurostat, disoccupazione stabile al 9,9% in marzo. Inflazione aprile sale al 2,8%.

Ancora su l’inflazione nell’Eurozona secondo la stima flash di Eurostat.
Nel mese di aprile l’indice dei prezzi è salito al 2,8% contro il 2,7% di marzo e grande è ora l’attesa per la prossima stima definitiva dell’ufficio europeo di statistica sul mese di aprile attesa per il 16 maggio. Stabile la disoccupazione al 9,9% in marzo rispetto al mese precedente.

Disoccupazione stabile. Il tasso di disoccupazione nei Paesi dell’Eurozona, in marzo, s’è confermato, rispetto al mese precedente, al 9,9%. Dai dati dell’ Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, un anno fa era del 10,1%. Nell’intera Unione europea la percentuale di senza lavoro, sempre in marzo, è ammontata al 9,5%, così come a febbraio, mentre un anno fa era stata del 9,7%.
In Italia il tasso di disoccupazione registrato è dell’8,3%. Secondo le stime di Eurostat, a marzo erano 22,828 milioni i disoccupati europei, di cui 15,596 milioni nella zona dell’euro: s’è registrato, quindi,  rispetto a febbraio, un calo di circa diecimila unità nell’Ue e di novemila nell’Eurozona.
Passando ai singoli Paesi membri, è la Spagna a mostrare il tasso di disoccupazione più marcato, 20,7%, mentre è l’Olanda a far registrare quello più basso, 4,2%.
In merito al tasso di disoccupazione giovanile, nei Paesi dell’euro questo si è stabilizzato al 19,8% e nell’Ue al 20,7%. In Italia, purtroppo, è invece al 28,6%, ma a svettare, anche in questo caso, è la Spagna, con una percentuale del 44,6%.

Cala fiducia imprese. Da quanto diramato dalla direzione generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea, il Bci (Business Climate Indicator), l’indicatore che registra il clima di fiducia delle imprese, nell’area dell’euro è diminuito in aprile per il secondo mese consecutivo, sebbene l’attuale livello resta ”vicino ai picchi storici”, facendo percepire, dunque, che la ripresa nel settore industriale proseguirà nei prossimi mesi. Il calo dell’indicatore, arrivato a 1,28 contro l’1,43 di marzo, riflette le valutazioni sulle tendenze della produzione osservate negli ultimi mesi e sulle aspettative di produzione, drasticamente diminuite nel primo trimestre dell’anno.
Tali prospettive negative non sono state compensate nemmeno dal lieve miglioramento nella valutazione dei manager sul portafoglio complessivo degli ordinativi e sugli ordini dell’export.

Marco Notari