Giappone, crollo record della produzione industriale e tassi invariati

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La produzione industriale giapponese ha fatto registrare a marzo un crollo record del 15,3% a seguito del sisma e del successivo tsunami, con un tracollo di oltre il 57% del settore auto.
Il dato surclassa il -8,6% di febbraio 2009, il peggior dato dalla recessione del dopoguerra, con le stime degli analisti che spaziavano tra -10,8% e -11,4%, dopo l’aumento dell’1,8% di febbraio. I principali produttori nipponici si aspettano invece un parziale rimbalzo in aprile, +3,9%, e maggio, +2,7%, e a peggiorare il quadro sono giunte oggi anche le previsioni della Bank of Japan (BoJ), che a causa dei danni legati al sisma, ha tagliato le stime sulla crescita nel biennio 2011-20112, ipotizzando un Pil in rialzo dello 0,6%, contro l’iniziale previsioni di un +1,6%.

Le stime della BoJ. Nel suo piano di previsioni economiche biennali, la BoJ ha ipotizzato un rimbalzo del 2,9% nel 2012, dal precedente +2%, sulla scia della ricostruzione post sima.
In merito alla dinamica dei prezzi, la banca centrale giapponese ha stimato un’inflazione in aumento dello 0,7%, al netto della componente alimentari freschi, nell’esercizio in corso e sempre dello 0,7% anche nel prossimo anno, a fronte delle precedenti previsioni, rispettivamente, di un +0,3 e un +0,6%.

Tassi e fondi fermi. Ieri mattina, a conclusione di due giorni di riunione del comitato di politica monetaria, l’istituto centrale nipponico ha deciso di tenere fermi i tassi d’interesse allo 0-0,1%, confermando il piano di acquisto di asset a vario titolo per complessivi 40.000 miliardi di yen (pari a circa 330 miliardi di euro) al fine di aumentare la liquidità sui mercati.
La decisione, presa all’unanimità dai membri del direttivo, era ampiamente attesa dal mercato e conferma la volontà della BoJ di attendere ulteriori evidenze delle conseguenze economiche del terremoto di marzo per decidere altre eventuali mosse espansive.
Il direttivo, ancora, ha respinto, per otto voti a uno, la proposta avanzata dal vicegovernatore Kiyohiko Nishimura di espandere il fondo della BoJ per gli acquisti di asset da 40.000 a 45.000 miliardi di yen.
Il mondo finanziario attende ora il meeting del prossimo mese, nel quale potrebbe essere deciso un ulteriore allentamento della politica monetaria nipponica, dopo gli interventi realizzati nei giorni immediatamente successivi al devastante sisma dell’11 marzo.

Marco Notari

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