Il Cavaliere scomunica Il Giornale: Piena fiducia in Tremonti

Giulio Tremonti come Gianfranco Fini? In molti, leggendo ieri il piccato editoriale vergato da Alessandro Sallusti su Il Giornale (titolo: “Tremonti aizza la Lega”), avranno pensato che al responsabile dell’Economia stesse toccando in sorte lo stesso trattamento riservato all’ex co-fondatore del Pdl. La dura “filippica” contro il ministro dei conti pubblici ha contribuito ad alimentare le “fantasie” di quanti credono che tra lui e il premier lo scontro sia ormai aperto e sostengono, forse con un pizzico di spregiudicatezza, che Tremonti stia cercando una sponda nella Lega insoddisfatta per scalare la premiership. Intanto, insolentito dall’editoriale di ieri, Tremonti avrebbe chiamato il Cavaliere per chiedergli di chiarire la sua posizione a riguardo. “Smentisco quanto scritto su Il Giornale – è stata la svelta reazione del presidente del Consiglio – e riconfermo la più piena fiducia nel ministro dell’Economia”. Basterà a ricucire lo strappo?

Tremonti furioso – Il titolo non lasciava presagire nulla di buono per lui, ma è stato scorrendo le righe dell’editoriale firmato ieri dal direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che Giulio Tremonti è andato su tutte le furie. Nel piccato articolo, infatti, si insinuava che il responsabile dell’Economia stesse tramando ai danni del presidente del Consiglio, facendo leva sui mal di pancia dei leghisti, contrari – come è noto – alla missione militare italiana in Libia. Il motivo di tanto accanimento si sarebbe dovuto rintracciare – secondo Sallusti – nella delusione di Tremonti per la scelta di Mario Draghi (suo eterno rivale) alla guida della Bce e per la scalata francese alla Parmalat autorizzata da Silvio Berlusconi nel corso dell’ultimo vertice italo-francese.

La smentita di Berlusconi – Argomentazioni irricevibili, per il titolare di viale XX Settembre, che ieri ha inforcato la cornetta per richiedere il tempestivo intervento di Silvio Berlusconi. Ne è derivata una nota diffusa in tempo record, nella quale il Cavaliere ha sostanzialmente preso le distanze dall’analisi condotta da Sallusti: “Riconfermo la mia piena fiducia nel ministro Tremonti – ha scritto il presidente del Consiglio – e debbo perciò, nella maniera più assoluta, smentire il Giornale di oggi (ieri per chi legge, ndr). Tremonti è impegnato con me a ritrovare con la Lega – ha concluso Berlusconi – i termini di un comune impegno anche sulla politica estera”.

Una coabitazione difficile – Incidente chiuso? Forse. Il sentore, in realtà, è che, nonostante le dichiarazioni pubbliche, tra Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi l’incantesimo si sia ormai spezzato. Il premier, infatti, digerirebbe a stento i continui appelli del ministro a risparmiare e a stringere la cinghia e Tremonti, a sua volta, sopporterebbe a fatica le “libertà” da imprenditore che il capo del governo si vorrebbe concedere in materia economica. Una coabitazione, la loro, apparentemente difficile, resa ancora più complicata dalla partecipazione della Lega, da sempre vicina alle cause tremontiane. Berlusconi, Tremonti e Bossi starebbero, insomma, dando vita a un “triangolo” pericoloso, incardinato su equilibri troppo precari per sperare di giungere alla fine della legislatura.

Maria Saporito