Napoli, aggredito candidato sindaco Lettieri. Il Giornale: Colpa dei centri sociali

E’ stato avvicinato con aggressività, tradotta in spintoni e qualche sputo, il candidato sindaco di Napoli per il centrodestra Gianni Lettieri. Responsabili dell’episodio una decina di giovani che hanno incrociato l’esponente del Popolo della Libertà all’altezza della basilica di San Lorenzo, nel capoluogo campano.
Il politico è stato costretto a rifugiarsi all’interno dell’edificio religioso per sottrarsi allo scontro e per il timore che la situazione potesse ulteriormente degenerare.
Lettieri, che alle prossime elezioni amministrative dovrà vedersela con il prefetto Mario Morcone, candidato sindaco per la coalizione formata da Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà, ha poi dichiarato: “Invito tutti ad abbassare i toni perché questi atti di gravissima violenza denotano i tentativi di esasperare una campagna elettorale che sino ad ora abbiamo condotto con equilibrio sia pur nella dialettica politica. Evidentemente le idee di libertà, di sviluppo, di crescita da me propugnate non sono gradite a quanti preferiscono che in questa città si dia spazio più alla tensione che alla programmazione”.

Il Giornale contro i centri sociali – Pochi minuti dopo la diffusione della notizia dell’aggressione a Lettieri, la versione on line de Il Giornale, il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, ha pubblicato un articolo rivolgendo un attacco diretto ai centri sociali in quanto responsabili di un numero sempre crescente di episodi di violenza.
Questo l’incipit: “Quando si parla di aggressioni ci vanno di mezzo sempre loro: i centri sociali”.
Nonostante la condanna dell’infelice episodio ai danni di Lettieri sia giunta da ambedue gli schieramenti, con il segretario di Sel Nichi Vendola che ha rivolto un invito a mettere da parte la violenza e a “combattere con le idee“, è tuttavia criticabile l’equazione centri sociali uguale violenza. Non fosse altro che la realtà dimostra ben altro, con numerosissimi esempi che vedono i centri sociali come protagonisti in positivo.
Il Giornale, d’altronde, appena stamane aveva pubblicato un editoriale di Sallusti in cui il direttore giustificava la partecipazione dell’Italia ai bombardamenti in Libia come mezzo per riuscire a non perdere “una montagna di soldi”, oltre a considerare la bomba atomica su Hiroshima come un gesto sì brutto, ma quasi necessario per “un superiore interesse collettivo”.
Per Sallusti, a quanto pare, la violenza è sempre da condannare, a meno che non ci sia un numero di zeri tale da…

S. O.