Ruby, Fede: Quel numero è di Mora. Liberati: Lo vedremo in aula

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:26

Chi ha portato la diciassettenne Karima El Mahrough a casa di Silvio Berlusconi ad Arcore? Nicole Minetti, Lele Mora o Emilio Fede? Potrebbe sembrare il lancio del televoto dell’ultimo reality show, solo che in questo caso i dubbi per cui quanto arriva ai telespettatori sia tutta una messa in scena sono molto pochi: i protagonisti pare facciano davvero sul serio.
L’inchiesta conosciuta dai più come Rubygate vede da una parte il processo, già iniziato lo scorso 6 aprile, a carico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi su cui pendono le accuse di prostituzione minorile e concussione, e dall’altra il filone in cui come indagati risultano i tre sopra citati per cui i magistrati hanno comminato l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione, anche di quella minorile.

Fede: Banale errore dei pm – Oggi a parlare è stato il direttore del Tg4 Emilio Fede che, nel corso di una conferenza stampa, ha ribadito di essere totalmente estraneo alla vicenda. Nello specifico Fede, assistito dai legali Nadia Alecci e Gaetano Pecorella, ha sostenuto che all’origine di tutto ci sarebbe un errore grossolano dei magistrati. Stando alla tesi portata avanti dai difensori del giornalista, nei documenti a disposizione della Procura di Milano una telefonata risalente al 14 febbraio 2010, ovvero ventiquattro ore prima che Ruby entrasse per la prima volta a casa di Berlusconi, sarebbe indicata come una chiamata in cui Ruby contatta Fede, ma il numero di cellulare trascritto come utenza in realtà apparterebbe al manager dei vip Lele Mora.

Liberati: Ne parleremo in aula – Composta la reazione di Edmondo Bruti Liberati, procuratore capo di Milano, che a Reuters ha dichiarato: “Valuteremo le deduzioni della difesa di Ruby e della difesa Fede in aula, non entro nel merito delle cose dette dalla difesa di Fede. Esamineramo con estrema attenzione e scupolo le deduzioni difensive”.

S. O.