1 maggio, Giornata Mondiale dell’epilessia

Giornata contro l’epilessia. Domenica 1 maggio 2011 si terrà la X edizione della “Giornata Nazionale per l’Epilessia” organizzata dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE), che ha come obiettivo principale quello di contribuire alla cura e all’assistenza dei pazienti con epilessia nonchè al favorire una maggiore conoscenza della patologia. Di questa malattia infiammatoria è affetto in Italia quasi mezzo milione di persone e ogni anno 30 mila sono i nuovi casi soprattutto in età infantile e adolescenziale, ma crescono anche i casi tra gli anziani, esposti per lo più a epilessie secondarie, dovute a tumori, lesioni cerebrovascolari, traumi cranici, o a malattie infettive o degenerative del sistema nervoso. Il tema di quest’anno è “Per sconfiggere l’epilessia fai correre la ricerca“ e sono moltissime le iniziative organizzate in tutta Italia per stimolare il confronto tra medici e famiglie e diffondere una corretta informazione sulla malattia.

Uno su 100 soffre di epilessia. In Italia, quasi una persona su 100 ne è colpita: si stima infatti che nel nostro Paese, l’epilessia interessi circa 500.000 persone, con 30.000 nuovi casi l’anno. L’epilessia è una malattia neurologica che si manifesta sotto forma di disturbi improvvisi e transitori, le cosiddette crisi epilettiche, fenomeni che dipendono da un’alterazione della funzione dei neuroni che raggiungono una sorta di ipereccitazione diffusa ed esageratamente sincrona. Le cause sono molteplici e comprendono disturbi genetici e lesioni cerebrali di varia natura. Prima di un anno di vita il rischio è più alto (130 casi su 100.000), ma crescono anche i casi che colpiscono l’anziano a causa dell’aumentata aspettativa di vita che espone a un più elevato numero di epilessie secondarie, per lo più dovute a tumori, lesioni cerebrovascolari o traumi cranici, ma anche a malattie infettive o degenerative del sistema nervoso, eccetera. Epilessie secondarie interessano comunque anche i più giovani per danni cerebrali verificatisi prima o subito dopo il parto. L’80% delle epilessie insorgono prima dei 20 anni, mentre solo il 20% persiste anche in età adulta.

Poche le terapie. Da un’indagine DOXA, inoltre, emerge che il 23% degli italiani crede che la malattia possa provocare disturbi psichici, l’11% che sia una malattia mentale, mentre il 4% ritiene addirittura che sia dovuta a una qualche forza sovrannaturale.Inoltre, poco conosciute risultano essere le terapie oggi disponibili: solo l’11% sa che si può intervenire chirurgicamente e, anche se l’86% crede nella terapia farmacologica per controllare gli attacchi, il 47% delle persone pensa che dall’epilessia non si possa guarire. Circa il 20% delle epilessie non è sufficientemente controllato nonostante l’impiego di farmaci multipli a dosaggi sufficienti. In casi estremi e sempre meno frequentemente, si propone la terapia chirurgica che asporta la regione cerebrale (nella maggior parte dei casi il lobo temporale medio) in cui originano le crisi epilettiche.

Adriana Ruggeri