Bossi, ultimatum in sei punti: Altrimenti sarà crisi di governo

Va bene essere pazienti basta che non si esageri. Il messaggio lanciato ieri sera da Umberto Bossi nel corso di una manifestazione elettorale a Milano, ripreso oggi dal quotidiano vicino alla Lega Nord La Padania e che si tramuterà in una mozione da presentare in Parlamento, è forte e chiaro: il Carroccio è contro la guerra in Libia. E anche se al momento non ha intenzione di dare una spallata al governo, qualora non si dovesse trovare una soluzione che soddisfi le parti in gioco, allora qualsiasi collaborazione verrebbe rimessa in gioco.
Se non è un aut aut, non manca molto per diventarlo.
Il punto di vista dei leghisti sull’argomento bombardamenti in Libia è ormai risaputo: lanciare missili probabilmente non porterà la pace nel paese nordafricano, ma soprattutto farà in modo che l‘immigrazione clandestina venga stimolata con il risultato di vedere amplificato il problema sbarchi sulle coste italiane. Più che un messaggio di pace, una questione di pragmatismo.

Sei punti per andare avanti – L’elenco delle richieste che la Lega Nord fa al Pdl, e nello specifico al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono sintetizzabili in sei punti. Il primo di essi vede nel fissare un termine preciso e inequivocabili per l’interruzione degli attacchi missilistici, il secondo parla dell’impegno diplomatico affinché si risolva la crisi libica, poi vi è anche spazio per l’assicurazione di evitare in ogni caso gli interventi militari via terra, sia ora che in futuro.
Ma la strategia del Carroccio punta anche a curare gli interessi politici a cui il partito leghisti tiene molto specialmente in questo periodo con una campagna elettorale alle porte: il governo dovrà fare di tutto affinché si rimetta in gioco la sentenza della Corte europea che ha bocciato il reato di clandestinità sul suolo italiano, ma dovrà anche evitare che vengano imposte ai cittadini nuove tasse per far fronte alle esigenze belliche e infine non potrà fare a meno di aumentare la collaborazione con i Paesi del Mediterraneo affinché si cerchi di sedare alla fonte l’impulso all’emigrazione.
E adesso che non si può più contare sulla ‘forza persuasiva‘ dell’amico Gheddafi, qualcosa di nuovo si dovrà pur escogitare.

S. O.