Dopo 120 anni “Dorian Gray” si libera dalle censure

Il ritratto di Dorian Gray torna nelle librerie senza censure. A 120 anni di distanza dalla condanna per scandalo, impurità e volgarità, un’edizione pubblicata dalla Harvard University Press ripristina i “discutibili” tagli operati al romanzo capolavoro di Oscar Wilde dal suo primo editore in accordo con lo scrittore stesso. Già nella primavera del 1891 l’editore J.M. Stoddart elimina una serie di frasi dal romanzo dopo la sua prima apparizione nel giugno 1890 sulla “Lippincott’s Monthly Magazine”, facendo sparire il carattere omoerotico dei sentimenti dell’artista Basil Hallward per Dorian Gray, di cui esegue il ritratto, come del resto tutti gli elementi che sembrano alludere all’omosessualità dello stesso Gray. «Stoddart elimina molti passaggi in cui Wilde si sofferma sullo stile di vita decadente», ha spiegato il professore Nicholas Frankel, curatore del volume pubblicato con il titolo “The Picture of Dorian Gray. An Annotated, Uncensored Edition”.

«Un passaggio come “in qualche modo non ho mai amato una donna” sarebbe stato inaccettabile nel 1891 perché sarebbe stato un chiaro rimando all’omosessualità del protagonista – ha commentato Frankel – Ormai i tempi sono maturi per la pubblicazione del romanzo di Wilde nella sua versione non censurata. Ed è la versione del romanzo che Wilde vorrebbe che fosse letta nel XXI secolo alla luce del sole».

La differenza tra il testo originale e la versione pubblicata a stampa per 120 anni era nota, fino ad oggi, solo ad pugno di studiosi che hanno avuto accesso al manoscritto, ha precisato un portavoce della Harvard University Press. Sembra però che il “restauro” dei tagli imposti dalla censura ottocentesca non siano stati apprezzati da critici e accademici statunitensi. «Non è detto che il testo originale sia in realtà migliore rispetto alla versione del libro pubblicato nel 1891 e da allora sempre ristampato. Questo è un punto controverso – ha commentato il giornalista Brooke Allen sul sito di Barnes and Noble – L’edizione commentata curata da Frankel anche se è un tesoro per gli studiosi e per chiunque abbia un serio interesse per Wilde e il suo estetismo, dovrebbe essere in realtà un complemento al testo standard del romanzo piuttosto che sostituirlo».

Valentina De Simone