In vendita la Casa-studio del celebre scultore Filippo Sgarlata a Termini Imerese

«Nel ricco patrimonio architettonico della città di Termini Imerese va ascritta senz’altro la Casa-Studio dello scultore Filippo Sgarlata, artista della prima metà del Novecento di rilevanza internazionale, considerato il maggior medaglista che la Sicilia abbia avuto nei tempi moderni».
E’ con queste parole che si apre la lettera scritta dall’Associazione SiciliAntica al Sindaco del Comune palermitano, al Soprintendente ai Beni Culturali e ai diversi enti pubblici siciliani per chiedere l’acquisto dell’immobile del grande scultore e trasformarlo in uno spazio espositivo. Da circa un mese, infatti, la dimora di Sgarlata è stata messa in vendita dagli eredi del celebre artista, nato a Tunisi il 24 novembre 1901 da genitori termitani ritornati in patria nel 1908.

Un appartamento particolare, edificato con molta probabilità negli anni a ridosso il ritorno di Sgarlata dagli Stati Uniti, nel 1932, costruito in muratura e rifinito nella parte prospiciente l’attuale via Falcone e Borsellino con uno stile eclettico che richiama l’architettura arabo-normanna. «In un grande ambiente che sa di cantiere e studio insieme, colmo di statue e bassorilievi, medaglie e ritratti, cavalletti ed attrezzi di lavoro accanto a una vecchia automobile e una non meno vecchia motocicletta. Al muro un fucile da caccia». Così il maggior esponente del Futurismo pittorico siciliano, Pippo Rizzo, descrive l’atelier che negli anni Cinquanta del secolo scorso è stato dotato di un lucernaio per permettere a Sgarlata di realizzare l’attuale porta della cattedrale di Palermo.

La notizia della vendita dell’edificio è stata accolta con grande entusiasmo dall’Associazione SiciliAntica che vede nella compravendita un’occasione unica affinché il monumento possa essere acquisito dal patrimonio comunale e trasformato in un Museo dedicato allo scultore e alle sue opere, ammassate per ora in due stanzette del locale Museo Civico. «Riteniamo che tale patrimonio non può comunque essere alienato senza che l’ente pubblico esprima il suo interesse al fine di evitare che ancora una volta la memoria storica di questa città venga dimenticata» scrive ancora l’Associazione che conclude: «L’acquisizione del prestigioso manufatto oltre a sottolineare una maggiore attenzione alle risorse del nostro territorio permetterebbe di ampliare l’offerta culturale e turistica della città».

Valentina De Simone