Libia, Gheddafi “Siamo pronti a un cessate il fuoco”

Il leader libico si dice disposto a trattare, ma non vuole abbandonare il potere- Muammar Gheddafi è tornato in televisione per offrire un ramoscello di pace alle potenze occidentali che stanno bombardando la Libia. In un comunicato di circa 80 minuti, il colonnello ha fatto sapere di essere pronto a un cessate il fuoco, non unilaterale, e all’apertura delle trattative con Francia e Stati Uniti. Trattative che però non contemplano un abbandono del potere da parte del raís.

“Noi non li abbiamo attaccati né abbiamo sconfinato – ha detto Gheddafi alla televisione nazionale- Perché ci stanno attaccando? Trattiamo, siamo pronti a parlare con i Paesi che ci attaccano. “Paesi che ci attaccate, fateci negoziare con voi”, ha aggiunto il Colonnello. “Siamo i primi ad accogliere un cessate il fuoco, la porta alla pace è aperta”. Gheddafi si è detto pronto a trattare anche se l’obiettivo dei Paesi della coalizione fosse quello di impossessarsi del petrolio libico; in caso di una risposta negativa da parte delle potenze Nato, l’unica alternativa possibile sarebbe combattere fino alla morte. “O libertà o morte – ha affermato Gheddafi – nessuna resa. Nessun timore. Nessuna fuga“. Gheddafi ha inoltre accusato la Nato di aver tradito il mandato dell’Onu e ha invitato Russia, Cina, e i paesi “amici” di Africa e America Latina a far pressione sul Consiglio di sicurezza.

Il Colonnello si è rivolto anche ai ribelli che controllano la zona orientale del Paese per chiedere loro di deporre le armi e di mettere fine a una guerra fratricida. Poco prima, era stato il suo stesso portavoce , Mussa Ibrahim, a proporre alle forze di opposizione al regime un‘amnistia. Amnistia che però ha una data di scadenza, l’offerta del governo infatti è valida solo fino al tre maggio. Intanto il regime ha confermato il blocco navale sul porto di Misurata. Proprio mentre il Colonnello si rivolgeva al suo popolo, le forze alleate hanno lanciato tre missili contro obiettivi prossimi all’edificio della tv di stato, senza però causare danni. Le bombe hanno invece colpito degli uffici governativi, segno che, assicura la tv di stato libica, l’obiettivo della Coalizione è ora quello di colpire lo stesso Gheddafi.

Annastella Palasciano