Libia, viagra ai soldati per stuprare civili: denuncia Onu

Stupri sistematici. L’ambasciatrice delle Nazioni Unite Susan Rice ha denunciato stamane la terrificante serie di violenze sessuali contro innocenti donne e bambini perpetuata in Libia dai soldati fedeli  all’ex raìs Muammar Gheddafi. I capi dell’esercito sarebbero colpevoli di somministrare ampie dosi viagra alle truppe per aumentarne il desiderio sessuale, creando un crudele mix di paura, odio ed eccitazione. L’obiettivo sarebbe quello di terrorizzare, attraverso brutali repressioni, i civili che abitano le zone conquistate dai ribelli per assoggettarli al proprio volere. La denuncia sarebbe avvalorata da notizie lanciate da due autorevoli quotidiani: il “Daily Mail” e il “New York Times”.

Silenzio dell’Onu. La risposta delle Nazioni Unite non è stata veloce come ci si aspettava: colpevole il silenzio del Consiglio di Sicurezza dopo le dichiarazioni dell’ambasciatrice. Nonostante il segretario generale delle Nazioni Uniti Ban Ki-Moon abbia definito lo stupro nei conflitti “una nelle nostre priorità”, nessuna azione è seguita alle parole. Infatti, in nessuna delle recenti risoluzioni adottate in favore della Libia viene menzionato il tema degli stupri. Questa situazione di lassismo è stata denunciata da Margot Wallstrom, rappresentante speciale dell’Onu in materia di crimini di guerra, la quale ha apertamente accusato i membri dell’Onu in un comunicato al vetriolo di aver “messo brutalmente a tacere” il dramma degli stupri in Libia.

Crimini di guerra. Lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale spiega che “stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità” commessi in conflitti armati sono considerati “crimini di guerra”. Nella fattispecie, gli stupri sistematici tuttavia non sono nuovi in contesti di guerra. A riferirlo è lo storico americano Daniel J. Goldhagen.Anche gli assassini hutu in Rwanda, i giustizieri serbi in Bosnia e le forze governative sudanesi in Darfur hanno stuprato su larga scala” ha spiegato lo studioso. La violenza sessuale costituirebbe una parte necessaria del conflitto volta a minare le fondamenta della società civile. Ha infatti l’obiettivo di “umiliare la donna e, insieme, attaccare il nucleo familiare, distruggendo il tessuto stesso della società”.

Emanuele Ballacci