Melania, siringa e laccio privi del dna di Parolisi. Rimane il mistero della borsa

Iniziano ad arrivare i primi risultati delle perizie effettuate dalla Scientifica sui reperti trovati accanto al corpo di Melania Rea, la ventinovenne trovata morta a Ripe di Civitella (Teramo) lo scorso 20 aprile dopo che di lei si erano perse le tracce due giorni prima a Colle San Marco (Ascoli). Sulla siringa trovata infilzata all’altezza del seno della vittima e sul laccio emostatico abbandonato a pochi metri dal cadavere non ci sarebbero tracce di dna appartenenti né a Melania, né al marito Salvatore Parolisi su cui da alcuni giorni aleggiano i sospetti. L’uomo, caporalmaggiore dell’esercito, pur non essendo ufficialmente indagato per l’assassinio della moglie pare non essere stato capace di fornire una versione dei fatti tale da escludere un suo possibile coinvolgimento nella tragedia. Diversi sono i punti su cui gli inquirenti intendono fare chiarezza prima di esprimersi in merito alla posizione di Parolisi.
Intanto, dopo i risultati di oggi, si attende con ancora più impazienza il responso degli esperti circa il contenuto della siringa: all’interno del cilindro ci sarebbe un liquido non ancora identificato misto a sangue.

Il mistero della borsa – Tra i tanti elementi che contribuiscono ad accrescere il mistero intorno al giallo di Melania vi è quello riguardante la fine che avrebbe fatto la borsa della vittima. Nelle ultime immagini, registrate dalle telecamere di un supermercato poche ore prima della partenza verso Colle San Marco e mandate in onda nel corso della puntata di Quarto Grado, si vede Melania con in spalla una borsa, accessorio però che pare essere scomparso. Il marito della donna sostiene che la moglie l’avrebbe lasciata casa prima di partire per il picnic, ma l’oggetto non è stato più ritrovato nell’abitazione.

I bagni non troppo lontani – Un’altra questione che pare aver contribuito a suscitare dubbi intorno alla deposizione di Salvatore Parolisi è quella inerente al racconto che l’uomo ha fatto circa i motivi per cui Melania decidette di allontanarsi: il caporalmaggiore ha sempre detto che la donna voleva raggiungere i bagni del ristorante ‘Il cacciatore’, perché più puliti rispetto a quelli del chiosco antistante l’area giochi in cui la famiglia si trovava, e che per farlo avrebbe dovuto camminare per circa quindici minuti. Ma questa versione è stata smentita ieri sera sempre a Quarto Grado quando un’inviata a Colle San Marco ha riferito che il tragitto che Melania avrebbe dovuto compiere per arrivare a destinazione è percorribile in meno di sei minuti.
Inoltre, a quanto pare, la donna avrebbe intrapreso la strada più lunga apparentemente senza un valido motivo.

S. O.