Mozioni sulla guerra in Libia, il rischio è la crisi di governo?

Roma – Nuovo affondo di Bossi sulla guerra in Libia: “Indichiamo una data precisa“. Poi: “Non facciamo passi indietro“.
Berlusconi rassicura: “I problemi si stanno superando“.
Calderoli: “Non vedo vie d’uscita“. Frattini: “Troveremo una sintesi“. Bersani all’Idv: “Non vogliamo salvare il governo

La posizione leghista – La Lega, contraria alla guerra in Libia fin dall’inizio della missione Italiana continua a minacciare Berlusconi sulla tenuta del governo.
Se Silvio non cambia posizione sulla Libia allora può capitare di tutto“.
Prima però il Senatur aveva fatto sapere che non avrebbe fatto saltare il governo a causa della guerra.
Ma poi un nuovo affondo: “Oggi abbiamo presentato una mozione, la potete leggere domattina sulla Padania, in cui tra le altre cose si chiede di stabilire la data in cui si terminano le ostilità in Libia“.
Il ministro Calderoli rilancia: “A oggi, non vedo vie d’uscita, e si rischia di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Partito il primo raid è tutto molto più difficile”.
Sull’ipotesi di una crisi di governo, per Calderolii giornalisti ne parlano da tre anni, e io mi limito a dire che abbiamo fatto bingo, con l’immigrazione che crescerà ancora, anche perché stiamo parlando di una guerra civile in cui ogni tribù cercherà di prevalere sull’altre e una parte della popolazione cercherà sicuramente rifugio da noi. Per non parlare dell’incremento delle spese e, di conseguenza, delle tasse. Cosa si può fare di più, o di peggio?“.
La Lega può far davvero paura al governo? C’è chi ha detto scherzando “can che abbaia non morde”, ma è davvero così? La Lega è pronta a far cadere il governo sulla politica estera?
Bossi ha preso un nuovo impegno con la base leghista, pronta già da tempo a mollare il premier per andare soli alle elezioni, e questo significa che la mozione presentata dall’opposizione dovrebbe dividere la maggioranza e aprire probabilmente una crisi di governo. Bossi ormai non può tirarsi indietro di fronte ai suoi elettori votando a favore della missione e dei bombardamenti. Per il popolo del nord, già impegnato ad ingoiare il processo breve, il caso Ruby posto in primo piano rispetto alle riforme, questo sarebbe veramente troppo.

L’opposizione – La mozione sulla Libia che il Pd presenterà alla Camera il prossimo 3 maggio non sarà la sponda al governo. “E’ l’esatto contrario del salvagente. La nostra è una mozione in grado di fare emergere le storture della maggioranza. Di questo si tratta“. Così il segretario del Pd , Pier Luigi Bersani, a margine di un appuntamento elettorale a Trieste.
Ma i dipietristi insistono: “Non vorremmo mai che il voto del 3 maggio si trasformasse da una Caporetto del centrodestra nella pietra tombale del centrosinistra“, dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. “Tutte le opposizioni, unite, votino contro la risoluzione del governo la maggioranza è in frantumi e dobbiamo cogliere questa straordinaria opportunità“.

Matteo Oliviero