Afghanistan, kamikaze 12enne in un bazaar: 4 morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:33

Baby-kamikaze. Un ragazzino di appena 12 anni si è fatto esplodere stamane in un mercato della provincia di Paktika, nella parte meridionale dell’Afghanistan che confina con il Pakistan. Si tratta del kamikaze più giovane nella storia del Paese. Il bilancio sarebbe di almeno 4 morti e una decina di feriti. Zabihullah Mujahid, portavoce dei Talebani, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, il quale fa parte dell’offensiva di primavera lanciata oggi e annunciata nei giorni precedenti. Tali attacchi hanno l’obiettivo di colpire le truppe straniere e i responsabili civili e militari del “governo fantoccio di Kabul” e, allo stesso tempo, società estere e civili afgani che lavorano “per il nemico”. Lo si apprende in un comunicato rilasciato ieri dai Talebani. “Le operazioni – si legge di seguito – si concentreranno sulle basi militari, i luoghi di assembramento, i convogli militari logistici e il materiale bellico dell’invasore straniero in tutto il Paese”. L’azione perpetuata oggi dal baby-kamikaze in un bazaar si inserisce perciò perfettamente in questo contesto.

Cinque attentati in un giorno. Il bilancio totale dell’offensiva di primavera è di 11 morti e 33 feriti. Molti civili sono rimasti uccisi in numerosi attacchi realizzati in tutto il Paese. Nella provincia di Logar, nella parte orientale dell’Afghanistan, tre ragazze sono morte in seguito all’esplosione di un razzo che è caduto sulla loro abitazione. Nella provincia di Kandahar, un attentato ha ucciso un agente di polizia e un soldato, mente nella provincia meridionale di Ghazni ci sono stati 13 feriti in seguito a un’esplosione. Infine, provincia occidentale di Herat una bomba ha ucciso due guardie, ferendo una terza. Nonostante l’Onu avesse ripetutamente chiesto di tenere fuori i civili da questi attentati, le maggiori vittime sono state registrate proprio tra i residenti che abitavano le zone teatro degli attacchi esplosivi.

Uccisi civili innocenti. A loro discolpa, i Talebani hanno affermato di aver avvertito i civili di tenersi alla larga dai “meeting pubblici, dalle basi militari, dai convogli come anche dai centri di governo afghani, poiché proprio lì sarebbero concentrati gli attacchi”. Tuttavia, se si prendono di mira edifici residenziali, parchi o bazaar è impossibile non colpire civili innocenti. “I civili afgani hanno pagato il prezzo della guerra per troppo tempo” ha affermato l’Alto Funzionario delle Nazioni Unite in Afghanistan, Staffan de Mistura. Per fronteggiare le offensive talebane, la Nato ha aumentato l’efficacia delle procedure di sicurezza, nel tentativo di anticipare le mosse degli attentatori. Numerosi soldati si sono riversati soprattutto nella provincia di Kandahar con l’obiettivo di proteggere i principali edifici governativi, tuttavia per ora con scarsi risultati.

Emanuele Ballacci