Erbe medicinali, da oggi nuova direttiva UE: numerosi i divieti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:36

Erbe medicinali, dal 1 maggio nuova regolamentazione. Tutti in allarme per le piante medicinali. Da oggi, 1 maggio 2011, vi è una nuova direttiva europea che ne disciplina l’utilizzo, la produzione, la trasformazione e la commercializzazione. La direttiva europea (direttiva 24/2004/EC), che dovrebbe favorire l’armonizzazione della loro registrazione a livello comunitario, impone barriere altissime a qualunque rimedio a base di erbe non presente sul mercato da almeno 30 anni (di cui 15 nell’UE), incluse tutte le medicine tradizionali.  In particolare, entro sette anni i prodotti vegetali classificati come “medicinali vegetali tradizionali” (Herbal Medicinal Drug) devono adeguarsi a uno specifico iter registrativo per essere immessi sul mercato. E così, gli esperti del settore temono che i prodotti non allineati possano rischiare grosso. Sono previste infatti barriere enormi per i rimedi a base di erbe, a causa di costi esorbitanti e processi infiniti con esperti perché ogni prodotto sia approvato: le aziende farmaceutiche hanno le risorse per superare tutti i passaggi, ma centinaia di piccole e medie ditte di erbe medicinali saranno in seria difficoltà. Secondo molti, essa vieterà molte erbe medicinali, costringendo a sostituire questi rimedi con farmaci che incrementano i profitti delle grandi industrie farmaceutiche. 

Una petizione sul web. La discussione impazza sul web, dove in molti si preoccupano per la scomparsa di medicinali ed integratori alimentari a base di estratti vegetali. Proprio online sta circolando da qualche giorno una petizione per “salvare le erbe medicinali“, volte a fare pressione sulle autorità: “in qualità di cittadini preoccupati chiediamo alla Commissione di emendare la direttiva 24/2004/EC, sospendendo le misure draconiane contro le erbe medicinali e rimuovendo tutte le barriere ai rimedi tradizionali con una lunga storia di utilizzo dentro e fuori l’Europa. Chiediamo inoltre ai nostri governi di rifiutarsi di applicare gli standard previsti dalla direttiva finché questa non sarà emendata. Abbiamo il diritto di decidere fra tutti i rimedi a disposizione e le medicine che garantiscono la salute nostra e dei nostri famigliari”.

Le piante più “discusse”. Il problema riguarda soprattutto le piante medicinali utilizzate dalla medicina tradizionale cinese, ayurvedica, tibetana e altre che, pur rientrando in una lunga tradizione d’uso, non rispondono ai requisiti richisti. Quelli cioè relativi all’impiego medicinale di efficacia, sicurezza e qualità documentati in base a risultati di prove chimico-fisiche, biologiche e microbiologiche, pertanto queste non potranno essere oggetto di autorizzazione all’immissione sul mercato. “L’entrata in vigore della 2004/24/CE non cambierà niente per gli erboristi e per i consumatori, attualmente infatti la Direttiva non riguarda il settore erboristico propriamente detto in quanto si applica solo a piante e derivati vegetali  classificati come “medicinali vegetali tradizionali” – a parlare è Angelo Di Muzio, presidente della Federazione Erboristi Italiani (FEI)- e quindi non è riferita genericamente a tutti i prodotti a base di piante ed estratti vegetali, specie quelli inquadrati nel settore degli integratori alimentari a base di piante officinali”.

Adriana Ruggeri

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