L’Ue indaga sui Credit default swaps

L’antitrust Ue ha avviato un’inchiesta a tappeto sul mercato dei Credit default swaps (Cds).
La Commissione europea, infatti, ha avviato due indagini nei confronti delle principali banche d’investimento internazionali per sospetta violazione delle norme sulla concorrenza in questo delicatissimo mercato di strumenti finanziari. Nello specifico si parla di abuso di posizione dominante.

Le due inchieste Ue. La prima inchiesta riguarda l’ipotesi di “accesso privilegiato” alle informazioni di Markit, società leader nel settore, sulle operazioni nel mercato dei Cds da parte di 16 banche d’investimento, tutte finite sotto la lente dell’antitrust Ue: JP Morgan, Bank of America Merrill Lynch, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, Commerzbank, Crèdit Suisse First Boston, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC, Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland, UBS, Wells Fargo Bank/Wachovia, Credit Agricole and Societè Generale.
La seconda inchiesta verte, invece, sui rapporti tra la clearing house leader per i Cds, la Ice Clear Europe, e nove banche, vale a dire Bank of America Corporation, Barclays Bank plc, Citigroup Inc, Crèdit Suisse Group AG, Deutsche Bank AG, Goldman Sachs Group, Inc., JP Morgan Chase & Co, Morgan Stanley and Ubs AG. La Commissione sostiene che Ice avrebbe praticato alle banche tariffe preferenziali in modo da vincolarle all’utilizzo dei suoi servizi, così da ledere la concorrenza.

L’Antitrust Ue. Il commissario Ue per la concorrenza Joaquin Almunia, durante l’annuncio delle due inchieste, ha rimarcato che, in merito ai Cds, “recenti sviluppi hanno indicato che gli scambi hanno registrato numerose inefficienze che non possono essere risolte solo attraverso interventi normativi”.
Almunia ha sottolineato che la mancanza di trasparenza sui mercati “può portare a comportamenti scorretti e facilitare violazioni delle regole della concorrenza: la Commissione deve quindi reagire di conseguenza. Spero che le nostre inchieste contribuiscano a un miglior funzionamento dei mercati finanziari e a una più solida ripresa”.

L’Antitrust italiana. “Bene ha fatto Bruxelles a intervenire. Se ci saranno aspetti che riguardano l’Italia saremo interpellati e collaboreremo con l’Antitrust europeo. La natura dei Cds è stata modificata: sono nati come coperture assicurative sui rischi, vengono ora venduti come prodotti autonomi che possono diventare volano della speculazione”. Così Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, ha commentato l’indagine aperta dalla Commissione Ue sull’ipotesi di abuso di posizione dominante nel mercato dei Credit default swaps, aggiungendo che “all’indomani del crack Lehman avviammo un’indagine sulle banche italiane coinvolte, ma abbiamo dovuto rinunciare. Speravamo di avere un potere residuale in tema di tutela del consumatore, ma il consiglio di Stato ha sancito che le competenze in materia di trasparenza finanziaria e di applicazione della direttiva Mifid sono prerogativa della Consob”.

M.N.