Brasile: Flamengo campione carioca. Scontri e morti prima della finale col Vasco

Brasile, Flamengo campione. Il Flamengo di Ronaldinho e Wanderlei Luxemburgo ha vinto il titolo carioca 2011. Il Mengao si è imposto per 3 a 1 nella finale giocata ieri contro il Vasco Da Gama, che si è conclusa dopo i calci di rigore, ed ha così vinto il suo 32° titolo statale. La gara di ieri però non sarà ricordata a lungo per l’ennesima vittoria della formazione rubronegra, ma soprattutto per i terribili scontri tra tifosi avvenuti poco prima dell’inizio del match. Scontri che hanno portato all’uccisione di un tifoso, al ferimento di una decina di persone ed all’arresto di un centinaio di supporters da parte delle forze dell’ordine della città di Rio de Janeiro.  

Decisivo rigore di Thiago Neves – Nella finale giocata ieri non si è visto un gran bello spettacolo in campo. Le due formazioni sono apparse infatti abbastanza timorose e spente, e non hanno creato alcuna azione degna di nota per gran parte dei 90 minuti giocati. Si è quindi dovuti andare ai calci di rigore, dove i giocatori del Vasco Bernardo, Fellipe Bastos ed Elton hanno clamorosamente sbagliato i loro tentativi. I rubronegri Renato, Fernando e Thiago Neves hanno invece fatto centro, facendo così esplodere di gioia i tifosi rubronegri, che hanno festeggiato in maniera calorosa il nuovo successo dei loro beniamini. Un successo che i tifosi del Flamengo hanno atteso per ben due anni.

Un morto durante gli scontri – I festeggiamenti del Flamengo e dei suoi tifosi non potranno comunque cancellare la folle vigilia che ha preceduto il match contro il Vasco. I supporters delle due squadre si sono infatti dati appuntamento in strada alcune ore prima della gara, per regolare alcuni vecchi conti rimasti in sospeso. Gli scontri tra le due tifoserie sono stati violentissimi, ed hanno visto l’uccisione di un supporter, freddato da un colpo di pistola. Undici persone sono poi rimaste ferite durante la guerriglia che è andata in scena per le strade di Rio, che ha visto la polizia carioca impegnata su più fronti, per evitare che il bilancio finale si aggravasse più del dovuto.

Simone Lo Iacono