Libia: l’opposizione non crede alle minacce della Lega

I democratici e i centristi non credono affatto che la divergenza tra la Lega e il Pdl sulla questione libica possa provocare la caduta del governo. Il presunto ultimatum inviato ieri dal Senatur al Cavaliere ha anzi rinforzato i sospetti delle opposizioni, secondo le quali quello inscenato da Bossi e i suoi sarebbe solo l’ultimo tentativo di ingannare l’elettorato, minacciando uno strappo con gli alleati, che di fatto non si consumerà mai. “La lega getta fumo negli occhi per  far star buoni i suoi elettori” ha commentato ieri l’ufficio stampa del Pd in riferimento all’aut aut scandito da Umberto Bossi, che ha invitato il premier a votare la mozione sulla Libia targata Carroccio. “La Lega non ha nessuna intenzione di opporsi all’intervento in Libia – ha rincarato un esponente dell’Udc – vuole solo rinforzare il proprio ruolo all’interno della maggioranza, dopo l’arrivo dei Responsabili”. A suon di minacce.

Il bluff del Carroccio – La resistenza leghista alle operazioni militari autorizzate dal governo in Libia potrebbe davvero costare caro al premier e alla sua squadra di ministri? Secondo il Pd e l’Udc no. “Come previsto la Lega torna a seguire il Carroccio dell’imperatore – ha scritto ieri in una nota l’ufficio stampa del partito di Pier Luigi Bersani – e getta fumo negli occhi per far star buoni i suoi elettori. Ancora una volta Bossi, pur di avere le prebende a Roma, abbassa lo spadone nel Nord. Possono dire quello che vogliono e mettere tutte le scuse del mondo – hanno spiegato i democratici – ma la sostanza è che, come avevamo previsto, la Lega grida al Nord solo per fare propaganda. La realtà è che sostiene Berlusconi, tutte le sue leggi e tutti i suoi affari”.

Il centrista: Bossi vuole solo rafforzarsi – Un vero e proprio bluff, denunciato con forza anche da Mauro Libè, deputato dell’Udc. “Al di là delle dichiarazioni minacciose – ha notato –  la Lega non ha nessuna intenzione di opporsi realmente all’intervento in Libia. Tutte le polemiche e i ricatti più o meno velati di questi giorni, infatti, hanno il solo obiettivo di rafforzare la posizione del Carroccio all’interno della bellicosa e variegata coalizione di maggioranza dopo l’ingresso dei Responsabili, forti del merito acquisito negli ultimi voti di fiducia. Bossi – ha continuato il centrista – ha ben chiaro che per ottenere qualcosa da Berlusconi non serve un progetto politico, ma si deve far intravedere al Cavaliere una possibile crisi di governo. Alla fine, dunque, tutto si risolverà – ha concluso Libè – nel recupero di Brigandì come sottosegretario”.

Maria Saporito