Bersani in Sardegna: lavoro e trasparenza per vincere

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è ieri arrivato in Sardegna per presenziare a una due giorni ricca di incontri nel corso dei quali sosterrà la candidatura dei sindaci del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Da Cagliari, prima tappa del suo tour elettorale, Bersani ha ieri lanciato un messaggio chiaro, incardinato sulla volontà di riportare al centro dell’agenda politica il tema del lavoro. “Noi siamo il partito del lavoro”, ha ricordato l’ex ministro dello Sviluppo economico, che ha anche posto l’accento sulla necessità di ripristinare la “pulizia” nella funzione amministrativa. E interpellato sulla crisi libica: “Noi non ci stiamo – ha tagliato corto il segretario del Pd – a fare da stampella al governo che svilisce il Paese”.

La centralità del lavoro – La ricetta che il leader dei democratici ha portato con sé per galvanizzare i candidati sindaci del centrosinistra che i prossimi 15 e 16 maggio parteciperanno alle elezioni amministrative in Sardegna contempla due ingredienti fondamentali. Una ricetta semplice ma impegnativa con cui Pier Luigi Bersani spera di conseguire inaspettate vittorie nell’isola: “Io sono qui – ha detto ieri inaugurando da Cagliari il suo tour elettorale in regione – innanzitutto per dare una parola di fiducia, di grande convinzione sulla possibilità del centrosinistra di vincere questa tornata elettorale. Ci sono tante buone ragioni per sostenere i nostri candidati in queste elezioni amministrative – ha spiegato il leader del Pd – tra queste ne vorrei selezionare un paio. Noi siamo quelli del lavoro, a cominciare dal Pd, io intendo che il Pd venga percepito, perché è così, come il partito che mette al primo posto dei problemi di questo Paese il lavoro”.

La questione libica – E ancora: “Il secondo tema che sceglierei dal nostro paniere di proposte – ha continuato Bersani – è quello della trasparenza, della pulizia, dell’autonomia della funzione amministrativa, degli interessi di tutti davanti agli interessi di pochi”. Una formula con la quale il segretario del Pd pare intenzionato a marcare la distanza con la politica perseguita – a suo giudizio-  in modo privatistico dall’attuale governo centrale. E mantenendo lo sguardo sulla politica nazionale, interpellato sulla crisi libica e sull’imminente votazione delle mozioni che verranno presentate alla Camera, il leader dei democratici ha chiarito: “Non faremo da stampella a soluzioni che significano soltanto lo svilimento del nostro Paese. Il mondo ha sempre capito la posizione dell’Italia e qui, per questioni di cucina interna o addirittura regionale, si sta cancellando la coerenza e la credibilità italiana. Il governo ci rende ridicoli al mondo attorno a equilibri che ruotano intorno a Radio Padania – ha rincarato Pier Luigi Bersani – Noi non ci stiamo. Non vogliamo che l’Italia appaia al mondo come un Paese che sta con un piede in 4 scarpe. Non siamo disponibili – ha ribadito il democratico – ad essere la stampella che svilisce la dignità del Paese”.

Maria Saporito