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Fini: Politiche banco di prova per Fli, Berlusconi è rimasto traumatizzato

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Gianfranco Fini non teme le elezioni politiche, anzi le attende. E’ questo il messaggio che il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà per l’Italia (Fli) vuole mandare agli italiani, nonché ai rivali che periodicamente non perdono occasione per sottolineare come la sua uscita dalla maggioranza di governo e la volontà di ricreare una realtà politica propria non lo porterà lontano. Forse addirittura metterà fine alla sua carriera parlamentare.
Intervistato dal quotidiano L’Unità, Fini ha parlato del futuro di Fli e delle prossime elezioni politiche come reale banco di prova per la nuova formazione da lui guidata.

Amministrative interlocutorie – Il presidente della Camera, nel rispetto anche del proprio ruolo istituzionale, non vuole vestire i panni della sibilla ed evita di fare pronostici: “Non so quando questa legislatura finirà né mi azzardo a fare previsioni impossibili. Però solo allora, con Futuro e Libertà e il mio nome nel simbolo, ci potremo misurare davvero alle urne e si saprà dove ci porta questa sfida che è ancora in corso”. L’obiettivo, dunque, sono le elezioni politiche e non le amministrative del prossimo mese, in quanto queste ultime sono “il banco di prova più difficile e comunque un terreno poco adatto“.
Nonostante tutto è utile che il cosiddetto Terzo Polo, la creatura che vuole essere la cartina tornasole dell’inaffidabilità del modello bipolare in Italia, faccia la sua parte sin dal prossimo voto: “E’ importante che ci sia in questa tornata, perché rappresenta la realtà di una alternativa che si sta delineando. Ma l’impresa non può misurarsi in questa occasione”.
Fini non si lascia sfuggire l’occasione per lanciare una frecciata anche al suo ex partito, il Popolo della Libertà, che lui stesso contribuì a fondare, facendo affluire Alleanza Nazionale in una realtà comune a Forza Italia. Per il presidente della Camera, il Pdl rimane un partito sui generis, in cerca di un’identità e schiacciato dalla figura di Silvio Berlusconi che lo gestisce quasi fosse un’azienda: “Del resto, dopo la direzione di un anno fa, Berlusconi non ha più convocato nessun organo di partito. Si vede che è rimasto traumatizzato“.

Simone Olivelli 

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