Libia: Arriva alla Camera la mozione della Lega, prove di dialogo con il Pdl

Roma – Arriva alla Camera la mozione targata Lega sulla missione Italiana in Libia.
Riunione dei capigruppo con Tremonti, Frattini e La Russa per scongiurare ad ogni costo la spaccatura nella maggioranza.. Ottimismo della Farnesina: “Le condizioni ci sono“.

Prove di dialogo – Dopo una lunga settimana di parole, minacce, avvertimenti, ultimatum, oggi importante banco di prova per la tenuta della maggioranza sul voto della mozione presentata dalla Lega sulla missione Italiana contro Gheddafi.
Una riunione con gli stati maggiori parlamentari della maggioranza, presieduta dal presidente del Consiglio, precederà il dibattito in Aula sulla mozione che chiede di fissare una data certa per la fine dell’intervento contro Muhammar Gheddafi. Ieri Bossi aveva rassicurato i suoi: “Berlusconi non è scemo, non vota par fare cadere il governo“. Il premier gli ha risposto: “Non credo che ci saranno difficoltà per il governo. La mozione potremmo approvarla integralmente oppure modificarla in parte, ma il senso è senz’altro da condividere“.

Le richieste della Lega – A cercare l’intesa sarà questa mattina un vertice di maggioranza tra i capigruppo di Pdl, Lega e Iniziativa responsabile con i ministri Giulio Tremonti, Franco Frattini, Ignazio La Russa e il sottosegretario Gianni Letta.
La Lega chiede due cose, una data d’uscita dalla missione stabilita a priori e la questione del finanziamento. Tremonti aveva fatto sapere che mancavano i fondi per finanziare tale missione, la Lega vuole scongiurare un aumento del prelievo dai cittadini per finanziare i bombardamenti in Libia.
Vi sono le condizioni per raggiungere un accordo” ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista questa mattina a Radio24. “Oggi ci parleremo sulla base di proposte che sono sul tappeto, in particolare la mozione della Lega, il cui senso è certamente condivisibile: tutti vogliamo un’accelerazione della soluzione politica, quindi una fine della parte dell’intervento militare“.

Matteo Oliviero