Il marito ha un amante gay, il cane lo scopre e il matrimonio finisce

A caccia di emozioni. Forse si potrebbe dire proprio così. Secondo quanto riporta l’Ansa infatti, Gianni e Venanzio hanno una forte passione per la caccia, ma la loro frequentazione inizialmente dovuta all’attività venatoria si trasforma, a poco a poco, in qualcosa di più. Venanzio è sposato da tempo con Marta, la coppia ha anche un cane, un bassetthound, coccolato non poco. Gianni,  forse per facilitare la relazione cpm Venanziop si stabilisce nello stesso condominio in cui vive la coppia. La relazione extraconiugale va avanti per diversi mesi, senza che la moglie sospetti minimamente della “tresca”.

Le mutande in bocca al cane. Una domenica come tante, in un paesino in provincia di Milano. Marta e il marito pranzano a casa di Gianni, immancabile all’appello anche Charlie, il cagnolino che, a dir poco, è molto intraprendente. Ed infatti i commensali si vedono improvvisamente spuntare dalla stanza di Gianni il simpatico peloso, con in bocca un paio di mutande. Queste ultime sono però di Venanzio, secondo la moglie, che le riconosce grazie ad un’ochetta disegnata; gliele aveva appena regalate.  Alla richiesta di spiegazioni i due pare abbiamo subito ammesso la loro relazione segreta. Da qui la richiesta di separazione, che avviene quasi senza problemi.

Il cane conteso. Nonostante Charlie abbia avuto un notevole ruolo nel causare la fine del matrimonio tra Marta e Venanzio, nessuno dei due è minimamente intenzionato a lasciare il cagnolino all’altro, entrambi infatti sono ultraffezionati al quattro zampe domestico. La vicenda finisce davanti al Tribunale degli animali promosso dall’AIDAA. Charlie è legalmente intestato a Venanzio, ma ha sempre vissuto nella casa coniugale, nella quale continuerà a vivere la moglie, come ha stabilito la sentenza di separazione. La decisione del Tribunale AIDAA è a dir poco diplomatica e a quanto pare è riuscita a mettere tutti d’accordo. Le spese per il mantenimento di Charlie saranno divise in parti uguali tra i due ex coniugi. Il cane continuerà a vivere nella sua cuccia, quindi nella casa coniugale in cui è stato fino ad ora, nonostante la “proprietà” dello stesso sia rimasta a Venanzio. Entrambi potranno vedere  Charlie quando vorranno, ma l’accordo verrà monitorato per tre anni e  con cadenza periodica di sei mesi dai volontari dell’associazione. Chi non rispetterà i patti,  non potrà più vedere il tanto amato  Charlie.

A.S.