Melania, interrogata ex allieva di Parolisi. I suoceri: Salvatore è innocente

Il giallo di Colle San Marco (Ap) forse potrebbe cambiare nome. Melania Rea, la mamma ventinovenne trovata morta a Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, lo scorso 20 aprile, potrebbe non essere scomparsa nella località boschiva dell’ascolano. L’ipotesi surreale continua a interessare gli inquirenti che sembrano intenzionati a non escludere nulla, nemmeno la possibilità che tutto ciò che è stato raccontato fino a oggi non corrisponda al vero.
Salvatore Parolisi, caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno, potrebbe aver raccontato una montagna di bugie sin dall’inizio: l’uomo, il 18 aprile scorso, forse non è andato a Colle San Marco insieme alla moglie e alla piccola figlia Vittoria. Il militare ha sempre riferito agli inquirenti che i tre si trovavano lì per fare un picnic, quando Melania decise di andare in bagno senza più fare ritorno.

I testimoni – La versione di Parolisi poggia molto sulla testimonianza dei gestori del chiosco antistante all’area giochi di Colle San Marco: intervistatati da Chi l’ha Visto?, hanno confermato che il lunedì in cui è iniziato il mistero nella pineta vi era una coppia intenta a far giocare una bambina. I due hanno dato una descrizione dell’uomo e della donna, sottolineando come il primo indossasse degli abiti fin troppo leggeri per la temperatura di quel primo pomeriggio.
Adesso, se gli inquirenti prendono in considerazione che Colle San Marco potrebbe essere stata una tappa fantasma nell’incubo in cui è stata risucchiata Melania, vuol dire che non ritengono completamente attendibili i ricordi dei proprietari del chiosco. Potrebbero aver fatto un errore con le date?

Soldatessa interrogata – Nella giornata di ieri gli investigatori hanno deciso di ascoltare una soldatessa di Lecce, in passato allieva di Parolisi, con il quale secondo alcuni avrebbe avuto anche una relazione. L’interrogatorio prova come non venga esclusa la pista passionale e l’ipotesi che a uccidere Melania possa essere stata una donna con cui la vittima sarebbe entrata in competizione. I primi risultati dei medici legali hanno fatto emergere un dato ben preciso: le ferite sul cadavere, causate da una piccola arma da taglio, sarebbero tutte superficiali e dunque compatibili con l’azione di un omicida di sesso femminile.

I suoceri: Salvatore non c’entra – A difendere Salvatore Parolisi, escludendo qualsiasi suo coinvolgimento nella vicenda, sono intervenuti i genitori di Melania che, come riportato da La Stampa, hanno dichiarato: “Non abbiamo dubbi: Salvatore è un bravo ragazzo, non c’entra niente con la morte della nostra amatissima figlia. Erano innamorati e non è vero che lei volesse lasciarlo”.

S. O.