Sciopero generale, venerdì l’Umbria si ferma per ripartire

Fermarsi per ripartire, svuotare i luoghi di lavoro per riempire la piazza di Terni. La Cgil dell’Umbria chiama a raccolta le lavoratrici e i lavoratori della regione per lo sciopero generale di venerdì 6 maggio, che in Umbria sarà di otto ore, e per la manifestazione regionale che si terrà a Terni.

Cambiare le sorti del Paese. “Una giornata fondamentale per mandare un segnale forte e chiaro al Governo che con le sue politiche ci sta portando sempre più in basso”, ha spiegato Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria, nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri mattina presso la Camera del Lavoro di Terni, insieme a Lucia Rossi, segretaria generale della Cgil di Terni e ai segretari regionali Gianfranco Fattorini e Giuliana Renelli.

Crisi snza fine. “Trentaquattro mesi di Governo Berlusconi hanno impoverito il Paese e l’Umbria – ha detto Bravi – abbiamo a che fare con un esecutivo che prima ha negato la crisi e poi all’improvviso ha detto che era superata. La realtà purtroppo è molto diversa: nella nostra regione nell’ultimo anno si sono persi 7mila posti di lavoro e a marzo è riesplosa la cassa integrazione, con 20mila lavoratori coinvolti, di cui la metà a zero ore e i due terzi in deroga. Una situazione – ha sottolineato Bravi – davvero drammatica che richiede una risposta forte che le lavoratrici e i lavoratori possono dare venerdì con lo sciopero generale”.

Lo sciopero. La Cgil lo sta preparando da tempo. Circa mille le assemblee effettuate nei luoghi di lavoro, 40 i pullman che raggiungeranno Terni da tutta l’Umbria. La manifestazione regionale partirà da piazzale della Rivoluzione Francesce (terminal Atc) alle ore 10.30, per raggiungere piazza Tacito dove alle 11.30 si terranno gli interventi, tra cui quello conclusivo della segretaria nazionale dello Spi Cgil Carla Cantone. In questi giorni la Cgil umbra ha anche incontrato le forze politiche di centrosinistra (“quelle di centrodestra non hanno risposto alla nostra richiesta, e questo è molto grave”, ha detto Bravi), le associazioni, gli studenti (che stanno organizzando altri pullman per Terni) e i comitati referendari per l’acqua pubblica e contro il nucleare.

Ritrovare unità. “Uno sciopero di tutti” insomma, ha ribadito Bravi, che ha voluto anche specificare che la protesta non sarà rivolta contro Cisl e Uil. “Noi vogliamo ricostruire un’unità d’azione con gli altri sindacati – ha spiegato il segretario – ma non possiamo farlo rinunciando alla chiarezza su alcuni elementi fondamentali. Prima di tutto un giudizio chiaro e netto sulla politica del Governo che ci sta portando al disastro e poi un rifiuto altrettanto convinto del modello Marchionne che sarebbe per l’Umbria davvero letale. Oltre a questo – ha concluso Bravi – crediamo che l’unità si possa ritrovare soltanto partendo da regole certe sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale. Per questo abbiamo presentato una proposta sulla quale vorremmo confrontarci e in questo senso lanciamo una sfida a Cisl e Uil, raccogliendo anche l’invito all’unità del Presidente Napolitano”.

Mauro Sedda