Camera: quattro mozioni per una missione in Libia

E’ prevista per oggi l’attesa votazione alla Camera delle quattro mozioni sulla missione militare in Libia. I testi verranno analizzati e quindi sottoposti al voto dell’Assemblea, che cercherà di trovare la “quadra” sulla scivolosa questione internazionale. Dopo lo strappo dei giorni scorsi, Lega e Pdl sono ieri giunti alla sintesi firmando un’unica mozione incentrata su 7 punti fondamentali. Gli altri testi saranno invece presentati da Pd, Terzo Polo e dall’Idv di Antonio Di Pietro, unico partito in controtendenza, che invoca l’immediata cessazione dei bombardamenti aerei sulla Libia.

Il voto in Aula – E alla fine hanno fatto pace. La Lega e il Pdl hanno ieri raggiunto un faticoso compromesso sulla questione libica. Dopo i lamenti levati da molti leghisti, svelti nel condannare la scelta di partecipare ai raid aerei nel Paese del Colonnello, la mozione con la quale il Senatur aveva minacciato di far vacillare il governo è stata alla fine “benedetta” dallo stesso premier. Oggi, a partire dalle ore 13,00, i testi sulla missione in Libia verranno letti a Montecitorio e quindi sottoposti a votazione. Insieme alla mozione Lega-Pdl, saranno presentate quelle targate Pd, Terzo Polo (sostanzialmente favorevoli al proseguo delle operazioni militari) e quella dell’Idv, unico partito a chiedere l’interruzione immediata dei bombardamenti in Libia.

I contenuti del “compromesso” – Il testo su cui il Carroccio e il Pdl hanno trovato la “quadra” si struttura su 7 punti fondamentali. Primo tra tutti, l’indicazione di un termine temporale entro cui fissare la cessazione dei bombardamenti in Libia, quindi l’assicurazione che la missione non comporti un inasprimento della pressione tributaria e la predilezione per una tempestiva risoluzione politica-diplomatica del conflitto. Ancora, nel testo del “compromesso”, viene esplicitamente cassata l’opzione di una partecipazione del contingente italiano a eventuali attacchi da terra, viene richiesta una graduale riduzione della partecipazione italiana nelle varie missioni internazionali (già assicurata dal ministro La Russa) e viene invocato l’avvio di iniziative tese ad andare oltre la bocciatura imposta dalla Corte europea al reato di clandestinità istituito dall’Italia. L’ultimo punto della mozione che verrà discussa e votata oggi in Aula (insieme alle altre 3) prevede infine la garanzia di un aiuto reale da parte degli altri Paesi europei nella gestione dei migranti in fuga dal Maghreb .

Maria Saporito