Napolitano: La sinistra è morta, Giolitti grande maestro

Sinistra che merita di stare all’opposizione. Una giornata, quella di oggi, dedicata in casa Treccani, nella sede della casa editrice, alla storica figura di Giolitti. Vi hanno preso parte insieme al Presidente Giorgio Napolitano gli ex presidenti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e Giuliano Amato. Presente anche il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari. Con giudizio severo si è espresso Napolitano sull’attuale sinistra italiana, che dovrebbe cercare di essere (poiché evidentemente non lo è abbastanza, secondo l’opinione di Napolitano) “credibile, affidabile e praticabile”. “O l’alternativa la si immagina così, o si resta all’opposizione”, sono state le sue dure parole. Il tifo del presidente della Repubblica per la parte sinistra del Parlamento è cosa nota, e ha costituito perfino, in passato, motivo di insulto: il presidente del Consiglio Berlusconi, tempo fa, come è noto, sentendosi poco appoggiato dalla prima carica dello Stato, si espresse dicendo che di Napolitano “già si sa da che parte sta”. Gravi affermazioni, dal momento che il garante della legalità nazionale non deve fare differenze e disparità dettate dalle sue personali convinzioni, come sembra aver adombrato Berlusconi in quell’occasione. Come noto uomo di sinistra, la tendenza ideologica non è cosa riservata, né c’è di che fare mistero.

In politica non c’è più cultura. Oggi la ramanzina del primo cittadino italiano sembra volta costruttivamente al miglioramento dell’attuale opposizione di governo, che in ogni democrazia moderna costituisce fattore importante: l’alternativa, la certezza della pluralità sono qualità di uno Stato con una opposizione sana ed una leale competizione tra opposte fazioni politiche. Dunque oggi Napolitano ha invitato “chi fa politica a sinistra ed è oggi all’opposizione”, a fare riferimento alla definizione di “alternativa” data da un grande personaggio come fu Giolitti. “Un concetto che estende a tutta la politica: anche a chi si presenta, sul versante opposto, come alternativa di governo”. La sede della Treccani, che ospitava la più che interessante conversazione, non poteva che essere la più adatta a parlare anche dell’impoverimento culturale degli attuali partiti che fanno parte della scena politica italiana. Su questo punto si è infatti soffermato Napolitano, parlando addirittura di “divorzio tra politica e cultura”.

Come procedere. Ecco la strada alternativa indicata da Napolitano, all’atto pratico, per l’opposizione. Parole su cui riflettere, e di sicuro cariche di significato e di quella esperienza quotidiana in cui si possono veder rispecchiate le lamentele di ogni giorno, e le critiche mosse anche da parte della collettività di destra e di sinistra nei confronti dell’attuale opposizione. Parole di un Presidente che si dimostra non lontano dalle opinioni diffuse ovunque, e non distante dal proprio tempo. Secondo Napolitano bisogna dunque soprattutto che la sinistra provveda a “togliersi di dosso il sospetto di volersi insediare al potere come alternativa senza alternativa”.  Sentirlo parlare così, dà l’impressione che anche lui venga ogni giorno bombardato da un diffusissimo commento in merito alle fazioni di sinistra: sanno parlare solo di Berlusconi, vivono solo sulle spalle dell’antiberlusconismo, senza di lui non avrebbero programmi. Bisogna allora, secondo quanto espresso dal Capo dello Stato, dimostrarsi credibili, ossia “capaci di esercitare la funzione di governo” e offrire un’alternativa vera, animata da obiettivi concreti: “realistici, e perciò convincenti”.

S. K.