Assange: Attenzione! Facebook vi spia

Assange: Facebook vi spia. Julian Assange non ci sta e torna ad attaccare Facebook e il suo fondatore. Già in passato il fondatore di Wikileaks aveva dichiarato di non spiegarsi come il Time avesse scelto come personaggio dell’anno Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook parlando di lui come “un individuo che ha il merito di divulgare le vostre informazioni alle multinazionali”. Recentemente, in un’intervista rilasciata a Russia Today, torna sull’argomento senza peli sulla lingua <<Facebook è uno dei principali strumenti a disposizione dell’intelligence americana per spiare i cittadini. E’ il più grande archivio di informazioni sulle persone, le loro relazioni, la loro posizione geografica, registrata scrupolosamente e a disposizione del governo degli Stati Uniti>>.

La risposta di Facebook. Assange attaca e Facebook risponde <<Non facciamo nulla che non sia obbligatorio fare per legge. Sono i codici che decidono come e quando un’azienda può e deve rilasciare informazioni riservate, e noi li rispettiamo>>. Dunque, sotto richiesta legale, Facebook può effettivamente rilasciare informazioni sui propri utenti alle autorità ma i dati rimarrebbero segreti. Il botta e risposta tra Assange e Facebook non si placa. Anzi. Se Assange continua a chiarire la sua posizione aggiungendo che <<Tutti quelli che aggiungono amici su Facebook dovrebbero sapere che mentre lo fanno, stanno lavorando gratis per i servizi segreti degli Stati Uniti>>. L’azienda del social network più famoso al mondo risponde che <<non c’è mai stata un’occasione in cui le autorità hanno fatto pressioni su di noi per ottenere informazioni. E ogni volta che crediamo che il livello della richiesta sia insufficiente, respingiamo l’istanza>>.

Il Premio Zora. Il premio Zora per la libertà dei media, assegnato annualmente dall’Associazione dei giornalisti serbi, è stato conferito quest’anno al fondatore di Wikileaks Julian Assange. Nella motivazione si afferma che Assange ed i suoi colleghi di Wikileaks <<hanno dato un contributo storico al diritto a essere informati che hanno i cittadini di tutto il mondo. Gli stati hanno il diritto di proteggere i loro segreti, ma Julian Assange ha mostrato perche’ i giornalisti non devono aiutarli a nasconderli>>.  Come ha detto Mark Zuckerberg “L’era della privacy è finita”.

Daniela Ciranni