Berlusconi: Amministrative test per il Governo, ma lo supereremo

Silvio Berlusconi ha spesso utilizzato il momento del voto elettorale per catalizzare l‘attenzione mediatica su di sé. Che fossero politiche, europee, regionali o amministrative importava poco, le elezioni divenivano un referendum sulla sua persona ancor prima che sul suo operato. Referendum senza quorum né manovrine ad hoc per sfuggire al giudizio del popolo. Anzi: impegno a reti unificate per far sì che dallo spoglio venisse fuori l’ennesimo osanna.
Il rituale si ripresenterà davanti agli occhi del presidente del Consiglio tra poco meno di due settimane, quando in molte città italiane gli elettori verranno chiamati a scegliere chi dovrà guidare le amministrazioni locali. E per non mancare alla tradizione, anche stavolta Berlusconi dichiara che il voto sarà una prova per verificare quanto stia facendo bene il governo. Un’occasione per tornare a intonare, dopo la mattinata fuori dal tribunale di Milano, l’inno ‘Menomale che Silvio c’è’.

“Porteremo il buon governo” – Intervistato nel corso della trasmissione di Ra1 Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa, il premier ha esternato le buone sensazioni che lo accompagnano in questa vigilia elettorale, elezioni che non lo vedranno chiaramente tra i candidati ma di cui si sente immancabilmente protagonista. Berlusconi, a tal proposito, ha dichiarato che “le prossime amministrative saranno un test politico” confermando di essere “convinto che il centro destra, dopo aver vinto le politiche, poi le successive europee e poi regionali, vincerà anche queste amministrative“.
Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto: “Non solo porteremo il buon governo nelle città in cui ora non c’è, come Napoli ma avremo anche una conferma della solidità della maggioranza ed un sostegno alla nostra azione di governo”.
Un commento anche sul futuro della legislatura che proprio oggi ha superato il potenziale ostacolo costituito dalla mozione che la Lega ha presentato, in un primo momento con fare quasi intimidatorio, per stabilire le condizioni con cui l’Italia dovrà affrontare nel prossimo futuro l’impegno militare in Libia: “Andremo avanti ancora fino alla fine della legislatura, per altri due anni, facendo una serie di cose importanti“.

Simone Olivelli