Biennale, Sgarbi contro tutti: «L’arte non è Cosa Nostra»

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29

Dopo polemiche, schermaglie e dimissioni prima annunciate poi ritirate l’evento era senz’altro molto atteso. E non ha deluso le aspettative. Vittorio Sgarbi ha presentato a Roma il suo Padiglione Italia per la Biennale di Venezia, un enorme progetto atto a rivalutare l’arte nostrana partendo proprio dalla Laguna, dove si prevedono mostre che coinvolgeranno qualcosa come duemila artisti. Nei giorni scorsi Sgarbi, nominato curatore del progetto da Bondi, è entrato in collisione col nuovo ministro dei Beni Culturali Galan, il quale si è rifiutato di affidargli la sovrintendenza del Polo museale veneziano. Dopo aver presentato le dimissioni, il critico le ha ritirate ieri in occasione della presentazione del Padiglione, convinto dal premier Berlusconi. Proprio mentre Sgarbi spiegava la realizzazione di questo suo imponente progetto, qualcuno fra i presenti ha chiesto informazioni sui soldi pubblici spesi, facendo scattare il critico. «Rispondo di quello che ho fatto senza una lira – ha detto-. Lo Stato non ha messo un soldo, Berlusconi è l’unico da cui ho avuto garanzie». In realtà i finanziamenti ci sono stati e pare non siano stati neanche pochi, a partire da un aumento di 1 milione di euro annunciato proprio dal direttore generale e commissario del Padiglione Antonia Pasqua Recchia. Sempre il dg ha sottolineato che il progetto affidato a Sgarbi risulta essere uno dei più costosi, poiché oltre al rifinanziamento godeva già di 250 mila euro comprendenti anche la percentuale destinata al curatore, più alta rispetto a quella dei suoi precedessori.

Sono state quindi le polemiche di natura politica ed economica ad infiammare la presentazione del Padiglione Italia, dando vita ad un vero e proprio show di Sgarbi, pronto a difendersi da ogni attacco rivoltogli. In questo andirivieni di puntualizzazioni e di correzioni su stanziamenti e finanziamenti si è appreso però come verrà strutturato questo importante progetto. Il tema principale sarà “L’arte non è Cosa Nostra” ed il riferimento è al sistema che, secondo Sgarbi, come una mafia farebbe in modo che nell’arte vadano avanti solo i soliti “protetti” sponsorizzati dai curatori. In tal senso il proposito del critico è combattere duramente questo sistema, fino a distruggerlo. Il Padiglione Italia sarà incentrato sull’arte italiana contemporanea, supportata da 200 artisti viventi selezionati accuratamente da intellettuali italiani e stranieri, tra cui Dario Fo, Ferzan Ozpetek, Tullio De Mauro, Ennio Morricone, Claudio Magris, Giorgio Albertazzi. Per dare luogo a questa importante impresa si pensa già a qualche particolare disposizione alla Biennale, un allestimento a tema curato dall’architetta Benedetta Tagliabue.

Andrea Camillo

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