Fini gela Berlusconi: E’ ossessionato da me, lo compatisco

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini – che da qualche tempo ha deciso di mantenersi distante dalle polemiche politiche, come richiesto dal ruolo da lui rivestito – non ce l’ha fatta più. Informato sulle dichiarazioni rilasciate ieri da Silvio Berlusconi, che si è detto “sollevato” della “diaspora” dei finiani dal governo perché responsabili del blocco delle riforme da lui volute (prima tra tutte quella della giustizia), il leader di Fli ha risposto per le rime: “Quella di Berlusconi nei mie confronti è una vera e propria ossessione che merita la mia compassione“.

Gianfranco Fini tranchant – Il Cdm è da poco finito e il presidente del Consiglio, nel corso della conferenza stampa, trasmette la lista dei neo sottosegretari che rendono più “responsabile” il governo. Inevitabile il riferimento al passato e alla “diaspora” dei finiani che hanno dato il via al rimpasto: “Mi sento sollevato – ha spiegato Silvio Berlusconi ai giornalisti – perché avere dentro la nostra formazione delle persone stataliste che si sono appoggiate alla magistratura per avere protezione garantendo che nessuna delle modifiche invise ai magistrati passasse, ci aveva legato le mani e ci creava difficoltà”. Il riferimento, per niente velato, è all’ex co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini, che alle accuse mosse dal presidente del Consiglio ha ieri deciso di rispondere con una nota tranchant: “Quella di Berlusconi nei miei confronti – ha scritto il presidente della Camera – è ormai un’ossessione che non merita più risposte politiche. Solo compassione“.

Berlusconi: “Più coesi politicamente” – Una dichiarazione raggelante, con la quale il numero uno di Montecitorio ha tentato di chiudere ogni polemica, trasferendo il conflitto personale e politico con Silvio Berlusconi su un piano para-medico, riprendendo quasi l’appello fatto dall’ex moglie del premier, Veronica Lario, che in un’altrettanto risoluta comunicazione pubblica, aveva definito “malato” il Cavaliere. Dal canto suo, anche il premier ci è andato giù pesante, rinforzando la soddisfazione per aver acquisito elementi più stabili e fedeli all’interno dell’esecutivo: “La diaspora di Fini e di alcuni suoi uomini – ha precisato nel corso della conferenza stampa seguita al Cdm di ieri – ha consentito di dare vita a una nuova maggioranza di governo, con la costituzione di una terza gamba a sostegno dell’esecutivo fatta da parlamentari che sono venuti via dai gruppi a cui appartenevano, gruppo misto e forze di opposizione dove non erano in accordo con le politiche dei gruppi stessi”. Non solo: “Oggi – ha continuato il Cavaliere – questa maggioranza è più esile nei numeri, ma più coesa politicamente e determinata nella voglia di realizzare finalmente quelle tre grandi riforme di modernizzazione del Paese che riteniamo tutti necessarie”. A partire, ovviamente, dal testo sulla giustizia.

Maria Saporito