Berlusconi: Se il Colle ci attacca risponderemo

Roma –Il Quirinale: “non viene chiesto un nuovo voto ma correttezza”. Il Cavaliere avverte: “Vuole un voto di fiducia? Dimostrerò che possiamo allargarci ancora“. Nel loro ultimo incontro Napolitano aveva chiesto chiarimenti, senza avere una risposta.

Napolitano – Ieri Napolitano era intervenuto chiedendo alla maggioranza una nuova verifica parlamentare dopo il cambiamento della maggioranza, con l’ingresso di nuove forze politiche.
E’ subito polemica. La maggioranza rimanda la richiesta al mittente, in quanto il governo ha già retto diverse volte nelle ultime votazioni, e non occorre perciò una nuova richiesta di fiducia.
Ma l’intervento più duro è proprio di Berlusconi: “Se vuole un nuovo voto di fiducia benissimo, accetto la sfida: gli dimostreremo che possiamo allargarci ancora di più“. Silvio Berlusconi non ha gradito affatto l’intervento del Colle in piena campagna elettorale e solo l’intervento di Gianni Letta evita una crisi istituzionale.
Il sottosegretario, dopo aver condiviso per telefono la replica dei capigruppo del Pdl, si mette subito in contatto con Napolitano, cerca di capire, riferisce al Cavaliere che il capo dello Stato non pretende un altro voto di fiducia. Ma Berlusconi rincara la dose: “Se ci attacca sapremo rispondere. Quando siamo andati da lui l’ultima volta non ci disse nulla e adesso arriva, a freddo, questo colpo alle spalle“.

Nuova maggioranza – Nel loro ultimo incontro alla Vetrata, Napolitano aveva chiesto a Berlusconi come si sarebbero configurati il governo e la maggioranza con i nuovi ingressi dei responsabili. Ma non ottenne alcuna risposta.
Il Quirinale ha solo chiesto:”Una questione di correttezza e rispetto del Parlamento, affidata tuttavia alla autonoma valutazione dei presidenti di Camera e Senato e allo stesso capo del governo”.
Insomma, non una nuova fiducia. La legge infatti, impone al presidente del Consiglio di “comunicare alle Camere la composizione del Governo e ogni mutamento in essa intervenuto“.
Dal 29 settembre abbiamo avuto sette voti di fiducia. Sembra che Napolitano non ne tenga conto e non si riesce a capire il perché. A meno che sotto non ci sia dell’altro, ma non ci si può credere“, invece spiegano i capigruppo Pdl.

Matteo Oliviero