Grecia fuori dall’euro, Juncker: Una scelta stupida

Una scelta stupida. L’ipotesi di un’uscita della Grecia dalla zona euro sarebbe “stupida”. A dichiararlo è il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che così ha commentato le notizie in proposito apparse sul settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ e subito smentite dal governo di Atene.
Le voci circolate ieri. Il governo di Atene a un passo dall’uscita dall’eurozona e dalla reintroduzione della dracma o di una propria moneta nazionale: era questa l’ipotesi ventilata ieri da ‘Der Spiegel‘ nella sua edizione online. Il settimanale spiegava di aver ricevuto le indiscrezioni da fonti governative tedesche, secondo cui il governo di Atene starebbe anche valutando una rapida ristrutturazione del debito greco. Non appena la notizia è stata raccolta dalle agenzie internazionali, dal governo di Atene è però arrivata la smentita: non sono fondate le notizie secondo cui aumenterebbero le possibilità che la Grecia lasci l’euro come moneta corrente ed anzi simili voci minano la stabilità della Grecia e vanno ad esclusivo vantaggio della speculazione, è stata la risposta greca. “Notizie completamente infondate che fanno il gioco degli speculatori”, ha dichiarato Vassilis Papadimitriou, dell’ufficio del premier George Papandreou.
Riunione straordinaria in Lussemburgo. L’ipotesi, rimbalzata ieri su tutte le agenzie, ha tuttavia provocato la convocazione di una riunione straordinaria dei ministri delle Finanze dell’Eurozona in programma in Lussemburgo, con in agenda anche una possibile ristrutturazione del debito. Per l’Unione monetaria si tratterebbe in ogni caso di un punto di svolta, ha scritto ‘Der Spiegel’, sottolineando che Berlino cercherebbe di dissuadere in ogni modo Atene da un abbandono della moneta unica.

Nuovi problemi per la Grecia. Al di là dei problemi legali – secondo alcuni esperti Atene dovrebbe uscire contestualmente anche dall’Ue – un ritorno alla dracma implicherebbe una immediata svalutazione pari almeno al 50%, con un aumento del debito che raggiungerebbe il 200% del Pil; inoltre, un addio all’euro minerebbe la fiducia dei mercati internazionali nella moneta unica. Anche la banche elleniche si troverebbero improvvisamente in uno stato di virtuale insolvenza, ma gli effetti colpirebbero anche numerosi istituti finanziari stranieri e la stessa Bce, che si troverebbero alle prese con dei debiti divenuti inesigibili. Già ieri, nonostante la tempestiva smentita del governo greco, le voci diffuse dal settimanale tedesco hanno fatto calare il valore dell’euro che ha perso quasi un punto percentuale rispetto al dollaro.

R. E.