Melania, testimone: Tre soldatesse comprarono coltello a serramanico

E’ stato un coltello a serramanico con una lama di nove centimetri ad aver trapassato decine di volte il corpo di Melania Rea, la donna trovata morta a Ripe di Civitella lo scorso 20 aprile?
L’ipotesi non proviene dai medici legali che collaborano alle indagini sul giallo, forse iniziato in provincia di Ascoli, a Colle San Marco, ma sicuramente conclusosi in quella di Teramo, ma dal racconto di una persona che potrebbe diventare un testimone importante nel prosieguo dell’inchiesta. L’uomo avrebbe negli scorsi mesi venduto un coltello del modello sopra citato a tre soldatesse provenienti dalla caserma in cui lavora Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’esercito e marito della vittima.

Nessuna traccia sul pc – Nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado, andata in onda ieri sera su Rete 4 e condotta da Salvo Sottile, un commerciante teramano ha parlato del fatto, proprio nel giorno in cui si è venuta a conoscenza della visita dei carabinieri nell’armeria di Villa Lempa con l’intento di prelevare dei coltellini da confrontare con le ferite rinvenute sul cadavere. Il potenziale testimone ha raccontato che le tre soldatesse hanno chiesto di incidere sull’arma il nome di un istruttore, probabilmente un modo per personalizzare un gadget che sarebbe stato donato come regalo alla fine del corso.
Ma a quanto pare nessun nome è rimasto memorizzato nell’hard disk del computer usato dal venditore e quindi starà agli inquirenti dover capire se questo racconto può essere collegato al giallo di Ripe di Civitella o se si tratta soltanto di una coincidenza.

Parolisi vuole parlare – Il marito di Melania, intanto, ha fatto sapere che vuole riparlare con gli inquirenti. L’uomo, che per molti rimane il principale sospettato, è intervenuto ai microfoni della trasmissione La vita in diretta, condotta da Mara Venier, dichiarando: “Sono pulito al mille per mille. Voglio solo la verità, lo devo a Melania e a nostra figlia. Ho tante risposte da dare e tante cose da chiedere“.

S. O.