Siria, 21 morti nelle manifestazioni contro il regime di Assad

La violenta repressione del governo  continua a causare vittime-Non accennano a placarsi le violenze in Siria per la forte repressione nei confronti delle manifestazioni antigovernative. Solo ieri, almeno 21 persone sono morte in occasione dell’ottavo venerdì di protesta contro il regime del presidente Bashar Al Assad. La maggior parte delle vittime  si sono concentrate soprattutto nelle città Hama, a nord di Damasco, dove è massiccia la presenza dei blindati dell’esercito.

E proprio in un corteo nei sobborghi di Damasco è stato arrestato l’ex deputato e leader dell’opposizione Seif Riad. A renderlo noto è stato il figlio Jumana, che ha anche detto che insieme al padre sono stati arrestati la figlia e un altro attivista per i diritti umani. Per cercare di arginare la violenta repressione che in Siria ha portato alla morte di oltre 600 persone, mentre si contano in migliaia i feriti, l’Unione Europea ha approvato un pacchetto di sanzioni contro 14 membri dell’entourage del presidente Assad. Sanzioni che entreranno in vigore martedì.

L’Onu ha ordinato l’invio di osservatori umanitari nel Paese, mentre la Casa Bianca ha minacciato una “forte risposta internazionale”. Sulla vicenda siriana è intervenuto anche il segretario di Stato americano Hilary Clinton durante un’intervista nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata in onda domenica su Rai3. La Clinton ha definito la situazione “complessa e dolorosa”,  ma ha aggiunto “sappiamo che Damasco può ancora attuare le riforme e crediamo che ci sia un futuro possibile”.

Annastella Palasciano