Tradizione ed innovazione per la nuova stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Reduce da una battaglia vincente sul ripristino del Fondo Unico per lo Spettacolo, un orgoglioso Bruno Cagli, sovrintendente – presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha presentato alla “Spazio Risonanze” dell’Auditorium Parco della Musica di Roma la stagione 2011-2012 della prestigiosa fondazione lirico -sinfonica.
Originalità, rigore, artisti affermati ed esordi interessanti: questi i punti di forza di una programmazione come sempre all’insegna della qualità e dell’innovazione.

Ad inaugurare la “Stagione dei Mille”, il 22 ottobre prossimo, Antonio Pappano, direttore musicale dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia, con la Sinfonia n°8 di Gustav Mahler. Il maestro sarà poi protagonista di altri otto concerti in Italia e in tutto il mondo in quella che sarà la sua “nona”.
Riconfermata la presenza di Claudio Abbado che il 20 novembre salirà sul podio dell’Orchestra e del Coro in omaggio al cinema russo, con un’esecuzione delle musiche che Dmitrij Sostakovic scrisse per la trasposizione cinematografica del “Re Lear” del regista Grigorij Kozincev.
Grandi nomi della scena musicale internazionale, come Yuri Temirkanov e George Petre, accanto a tanti eccellenti esordienti, come, tra gli altri, il francese Stephane Deneve, attuale direttore della Royal Scottish National Orchestra, Daniele Rustioni, il colombiano Andres Orozco Estrada e l’inglese Thomas Ades.
Ampio spazio sarà dedicato alla musica contemporanea, con sei opere dei più interessanti compositori italiani e stranieri, tra cui il “Veni veni Mephostophilis”, eseguito in prima assoluta da Matteo D’Amico, della Commissione dell’Accademia nazionale, e il “Metropolis” proposto dall’ensamble “Sentieri Selvaggi”.
Michele Campanella aprirà invece la stagione della musica da camera, il 21 ottobre, con due suonate di Franz Liszt. A seguire grandi interpreti come Ivo Pogorevich, Andra Schiff, Maurizio Pollini e il debuttante Alexander Tharaud. Per la musica vocale un programma originale e raffinato, interpretato da artisti come Christian Gerhaher, Ian Bostridge, Cecilia Bartoli e Ann Hallenberg. Il Coro dell’Accademia, invece, si cimenterà con lo “Stabat Mater” di Dvorak, con la direzione del maestro Ciro Visco.

«Anche quest’anno il respiro internazionale della nostra istituzione trova conferma in una tournée grandiosa che porterà i nostri artisti sui palcoscenici di mezzo mondo, da Londra a Salisburgo, da Amsterdam a Francoforte e fino in Cina», ha commentato, in conferenza stampa, il presidente Cagli che, sulla crescita del 20% delle entrate della biglietteria che hanno consentito il pareggio in bilancio dell’istituzione, ha aggiunto: «Il rigore che caratterizza l’attività dell’Accademia è una fonte di rendita economica». Un invito, rivolto soprattutto alla componente politica, a promuovere ed incrementare il prestigio dei beni culturali come “specialità tutta italiana”.

Valentina De Simone